Tower Records – Nascita e Caduta di un Mito. In DVD per Universal


Russell Solomon iniziò a vendere dischi usati (che provenivano dai juke box) all’età di sedici anni, davanti alla farmacia di suo padre. Un piccolo successo commerciale (erano gli anni 60, la pop music stava esplodendo) che lo spinse ad iniziare a vendere anche dischi nuovi. Trent’anni dopo – chè questa è una storia americana – era a capo di un impero che comprendeva duecento negozi in trenta paesi, sparsi per cinque continenti. E’ una storia americana, dicevamo, ed infatti l’impero crollò, passando da un fatturato miliardario alla bancarotta devastante in soli cinque anni. E’ la storia della Tower Records.

“Everybody in a record store is a little bit your friend for 20 minutes or so” (Bruce Springsteen)

tower

Chiunque abbia lavorato nei negozi della Tower Records lo faceva per gli stessi identici motivi: vestiva e si acconciava come voleva (e tra le tante testimonianze spicca quella di Dave Grohl, libero di portare i capelli lunghi); era appassionato di musica; se proprio bisognava lavorare, non esisteva lavoro più figo. Chi entrava nei negozi Tower Records era libero di gironzolare e curiosare per ore, nessuno si sognava di guardare male o mettere fretta a ragazzi che, chiaramente, non avevano un centesimo in tasca. E anche rubare dischi (sia per i clienti che per chi ci lavorava) era una pratica diffusissima. Del resto, guardando gli impiegati, non si aveva mai la sensazione che fossero lì per togliere soldi ai clienti.

Questo formidabile e per niente nostalgico (pericolo sempre forte quando si parla di negozi di dischi, e di dischi; pericolo doppio, chè questo è anche e sopratutto un’atto d’amore) documentario è diretto da Colin Hanks – si, il cognome non è casuale, e del resto basta guardarlo in faccia – uno dei tanti cresciuti dentro Tower Records. Uno che è riuscito anche ad intervistare l’ormai novantenne Russell Solomon, un novantenne dalla lingua affilata ed estremamente lucido, capace di parlare con precisione del business che ha trattato per tutta la vita. Anzi, che era la sua vita.

Tower Records – All Things Must Pass (questo il titolo originale) finisce inevitabilmente per essere anche una lezione accurata di storia recente dell’industria musicale, e della rivoluzione – ma sarebbe meglio definirla restaurazione – compiuta sulle abitudini dei fruitori di musica. Un pugno di anni sembrano secoli, e ancora una volta hanno vinto loro. Ci hanno tolto tutto, anche il piacere di sedere in poltrona a studiare ogni aspetto grafico dell’ultimo disco comprato in un negozio di dischi.

Appena uscito il dvd per Universal Pictures.

 

 

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