Paradise Beach. Bluray Universal


Qui abbiamo un titolo originale, The Shallows, le secche, che è una chiara indicazione emoambientale. In Italia il film è uscito con altro titolo in lingua originale, Paradise Beach, per invogliare alle sale il distratto pubblico balneare. L’uno o l’altro posson passare, per noi però il titolo più adatto sarebbe, scusate il ghigno, Alone in the dark with the shark.

paradiuse

La solitudine è infatti la cifra sensibile di tutta l’opera. C’è Nancy, una surfista iconicamente bella, che decide di cavalcare l’onda in solitaria, per fare i conti con il suo passato e ripercorrere le orme – la scia – della defunta mamma, hippie e surfista anch’ella. Trasportata da indigeno compiacente, arriva su una magnifica deserta spiaggia del Messico, in località ignota, nessuno a crogiolarsi sotto il sole, nell’acqua invece due latinos su tavola, guasconi e ciceroni, che la erudiscono liquidamente su quel locos amoenus e poi sbaraccano.

Racconto di formazione con tutti gli stilemi della favola popolare classica, un giovane guerriero (una giovane guerriera) che va per terre (per acque) incognite cercando l’Ade e lo spirito della cara defunta, evocata fisicamente, dalle forme vagamente femminili di un promontorio, e metaforicamente, dalla carcassa esanime del mammiferone.

Tanto simbolismo, signori miei, in un film ad uso e consumo di tutti i palati, anche i più sdentati, girato come un b-movie, fatto di CGI e green screen per la pressochè totale sua interezza, dato mirabile questo, perché l’amnio acquatico  è di una verosimoglianza assoluta, psichedelica persino. Jaume Collet-Serra sa come si fa, e si permette di infarcire il tutto con una riflessione multicentrica sulle immagini multimediali e le memoria condivisa (le videochiamate, i filmini goPro in tempo reale, i ricordi come galleria di foto da touch-screen, i fake virali come lo squalo in agguato dietro l’onda), raggiungendo lui stesso quella autoconsapevolezza che nei lavori precedenti era solo embrionale. Menzione d’onore al corpo ed al sangue di Blake Lively, i suoi lividi, le sue cicatrici turbano da giorni i nostri sogni più salmastri.

Nel bluray targato Universal c’è una ricca selezione di contenuti speciali: oltre alle consuete scene eliminate, è da segnalare in particolare “Le riprese di Paradise Beach”.

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