Koch Media homevideo, gennaio 2017


 

Il catalogo della Koch Media si arricchisce anche questo mese di titoli importanti, e il nostro gusto personale ci impone di cominciare da

 

WHITE BIRD

white-bird-loc

Ovvero gli anni ottanta secondo Gregg Araki. Cure Depeche Mode New Order Talk Talk Tears for Fears Echo & The Bunnymen Everything But the Girl messi insieme, suoni che alludono a traiettorie, da incoscienza a consapevolezza, da stasi a cambiamento, da inizio a fine. Chi è stato è stato, e chi è stato non è. Alora io ero Donnie Darko, così morivo rinascendo altre volte dopo, mai più uguale. Ero anche Kat, adolescente convincente. Sua madre Evie sarebbe Eva Green, una volta ancora sensualità letale e dominante, mortifera discendente di Gloria Swanson. E incontenibile, oh sì, evanescente pure, al punto di sparire, dissolversi nel vento, mentre Kat è confronti e affronti, curiosità e sesso, volontà e voglie. Araki vince libero dall’orgoglio queer, prende un buon romanzo e gioca al cinema universale, racconta attorno ad una ghiacciaia chiusa a a doppia mandata da Park Chan Wook (Stoker) e Alfred Hitchcock (Nodo alla gola), sembra pure l’amatissimo nostro Jason Reitman nella sua fenomenologia del cambiamento accettato, tra Juno e Young Adult. E anche Sofia Coppola sembra, le sue relazioni pericolose.

She remains in absence to me

An empty space

An invisible, half remembered ghost.

E’ gia disponibile il dvd, come anche per

THE LAST KING

Ovvero una grande storia epica e coinvolgente che non lascerà indifferenti gli appassionati de Il Trono Di Spade. Ambientata nel 1205 e ispirata ad una storia vera; storia che è ampiamente conosciuta e condivisa dal popolo norvegese, e ignorata dai più alle nostre latitudini. La neve onnipresente, il freddo mortale e il vento tagliente la fanno ovviamente da padroni, e il regista Nils Gaup riesce a raccontare in maniera comprensibile a chiunque una storia che riguarda un bambino di due anni, e del perchè mezzo paese lo vuole morto. Ci sono le spade e le battaglie, certo, ma anche gli inseguimenti sugli sci (!), e sono proprio questi ultimi a farci sgranare le pupille!

thelastking

 

L’ODIO CHE UCCIDE

Adam Egypt Mortimer: sembra il nome perfetto per un regista horror. Abbiamo apprezzato il frammento di Holidays che porta la sua firma – New Year’s Eve – perchè echeggia il De la Iglesia più sanguinario. Protagonista di L’odio che uccide (Some Kind Of Hate) è il metallaro Lincoln, l’ennesimo adolescente che subisce atti di bullismo a scuola: una tipologia di personaggio che è ormai un clichè del cinema dell’orrore. Gli tocca anche la comunità di recupero, dopo una sua reazione violenta. Lincoln si ritrova ad essere perseguitato anche in questa nuova e stramba location, e in preda alla disperazione finisce per evocare accidentalmente lo spirito di una ragazza che era stata spinta al suicidio…

odioche

 

Chiudiamo in bellezza con

 

ROCKY JOE 2 

La storia continua e vede la luce un decennio dopo la prima indimenticabile serie. Disegni più puliti, regia più professionale e sempre riconoscibile, ma ancora una splendida realizzazione da divorare con gli occhi e col cuore.

 

roooocclckky-1

 

Tutti i 47 episodi sono racchiusi in due cofanetti (5 dvd ciascuno), ognuno dei quali è arricchito da un booklet esclusivo di 32 pagine con le sinossi degli episodi e i rari – e inediti – disegni preparatori alla serie.

rocky2

 

 

 

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