The Arrival in bluray, per la Universal


Il film di Denis Villeneuve è un’ode all’umanesimo filantropico intergalattico, all’umanesimo che diventa alienesimo quindi, in cui il linguaggio e la comunicazione sono le chiavi di volta, non solo per la comprensione reciproca e per la tolleranza – dalla radice latina della parola, nel senso di “sopportazione”, perché le parole sono importanti – del diverso, ma per la ridefinizione del canone di tempo. Che può non essere lineare, senza essere necessariamente circolare.

 

Nel dettaglio spicciolo della trama: una linguista insigne è come rapita – army abduction – dai militari per una missione impossibile: deve cercare di interloquire con alcuni alieni misteriosissimi e tentacolati, gli Eptapodi, venuti all’improvviso da un altro dove e da un altro quando. La linguista dovrà capire qual è il fine, lo scopo (purpose) della intrusione aliena. La linguista può avvalersi del contributo di uno scienziato, ma in realtà fa tutto da sola, stabilisce il contatto – verbale, linguistico – determina la relazione e la natura non competitiva della relazione, giunge alla rivelazione probabilmente salvifica per l’umanità. Una volta illuminata, evita una guerra mondiale interplanetaria interloquendo medianicamente con il generale Shang, cinese, a capo dell’asse del male (Cina Russia Sudan e diavoli simili) e sostenitore della soluzione finale contro gli Eptapodi.

In questi giorni ha visto la luce il bluray, che è arricchito da 90 minuti di contenuti speciali:

Xenolinguistica: comprendere Arrival ovvero trenta minuti di making of del film, con particolare attenzione alla trasposizione del racconto firmato da Ted Chiang, un racconto che è alla base del lavoro di Villeneuve.

L’eterno ritorno: il risultato dedicato alla particolarissima colonna sonora, con aneddoti relativi alla musica svelati dal suo compositore.

Tracce acustiche: la progettazione del sonoro approfondisce il tema degli effetti sonori presenti nel film, che svolgono un ruolo fondamentale (e a proposito, l’audio di questo bluray è strepitoso!).

Pensiero non lineare: il processo di montaggio nel quale il responsabile svela la tecnica usata nel montaggio e i motivi filosofici delle sue scelte.

Principi di tempo, memoria e linguaggio ovvero un quarto d’ora in compagnia di Dennis Villeneuve e Ted Chiang, alle prese con i risvolti scientifici e filosofici contenuti nel film – e nel racconto – e un discorso molto interessante sulla percezione dell’universo.

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