CG Entertainment, novità homevideo


Captain Fantastic – bluray

Che é Viggo Mortensen, l’icona Viggo Mortensen, un nome, un corpo, un marchio, un tutto. Io amo e seguo Viggo ovunque, anche nel deserto di Atacama, dove lo avevo lasciato errante come un walker nel metafisico Jauja di L. Alonso. Captain Fantastic è un Tarzan Boy, hippie tarzanico, anche nudo in full frontal, ritiratosi a vivere nelle foreste dell’Oregon (o del Maine, o giù di lì) con un commando di figli, 6 figli, di età e sesso variabile: lui li allena alla caccia all’arma bianca, li educa alle arti e ai mestieri, insegna loro a cantare, a suonare, a declamare il Bill of Rights, a pensare. Lo fa di imperio e con una pervicacia luddista, non c’è televisione né Internet nei boschi, nessuna scuola, ci sono libri in cui evidentemente il padre padrone si riconosce, così a memoria ricordo di aver visto I Fratelli Karamazov, o Lolita, o il fumetto Maus, robe così, non c’è Wallace, o Roth, o McCarthy. La famiglia Fantastic è monca, manca la mamma, hippie anch’ella e pure buddista, ma straricca di nascita. Un bel dì la cara assente si suicida ed i genitori decidono di darle sepoltura cristiana, contro le disposizioni crematorie testamentarie, questo scatena le ire di Fantastic, che con la family gang lascia i boschi e parte per un viaggio attraverso la Land of Plenty, con l’obiettivo di sabotare il funerale. Il mezzo è un bus, ed è come se quello stesso bus che era cripta mortuaria in Into the Wild tornasse dagli inferi per sferragliare beffardo sull’asfalto delle Freeway nemiche. Il viaggio ovviamente è formazione per questi improbabili Flintstones, le seduzioni del capitalismo sono tante e melliflue e la famiglia, nelle sue varie individualità caratteriali, rischia di sgretolarsi sotto il peso di ciò che si deve e ciò che si può. E’ che Viggo Fantastic, come tutti i compagni e le compagne che sbagliano, ha accettato troppi compromessi, non ha mai, ad esempio, confutato il dogma anglosassone della proprietà privata – vive in un pezzo di foresta regolarmente acquistato -, così come crede del diritto al possesso di armi come forma naturale di autodifesa, ed è per questo essere pedissequo al sistema che il suo totem si intacca, si incrina, perde pezzi, fino alla sconfitta. Fuor di furore ideologico e di ambiguità iconoclasta, Captain Fantastic tocca il cuore con la sua ingenuità, che essa sia spontanea o posticcia non importa.

La Quinta Stagione – dvd

La quinta stagione, nonostante la (consapevole?) riluttanza a farsi cinema, è un film tremendo e necessario, per certi versi vicino a Von Trier Herzog e Haneke.
L’angoscia scaturisce non tanto dall’apocalittico tema-pretesto narrativo, quanto dal trattamento che la coppia di registi riserva all’uomo-comunità chiusa-società, evidenziato da inquadrature “politiche” e una regia che esplicita anche troppo il suo volersi fare arte visiva pura e priva di emozioni che non siano disperazione e inettitudine.

Api in fuga, pesci che muoiono boccheggiando, struzzi che ci prendono per il culo, galli taciturni, vacche che non danno più latte.

Alberi-cappio, legna che non arde, acqua malsana, semi che non germogliano, neve inesorabile.

Lo splendido bacio che vediamo all’inizio della pellicola, le labbra adolescenti che si sfiorano. E l’odio degli adulti che lo deturpa e contagia, odio capace di spegnere il sacro fuoco dell’amore adolescenziale. Che diventa follia e solitudine, che diventa l’età adulta.

 

Il Cliente – bluray

Fahradi è uno dei più grandi registi del nostro tempo, apprezzato internazionalmente al di là del fatto che il cinema iraniano, o un certo modo di fare cinema iraniano, sia o meno di moda. Qui è alle prese con la sua opera più metafilmica, in cui convinvono il piano realistico, le vicende dei protagonisti, e quello teatrale, l’allestimento di Morte di un Commesso Viaggiatore di Arthur Miller. Il filo rosso che lega i due piani è, o vuole essere, quello dell’allegoria ricercata fino all’ossessione, oppure dell’ossessione che diventa allegoria. Il Cliente è un film in cui il regista è infatti ubiquo, padrone della struttura a incastri a disvelamento progressivo, giudice impietoso dell’abisso al quale la sua umanità è (da lui) condannata. Parecchi sono i tratti in comune con l’Elle di Verhoeven – il presunto stupro iniziale, ad esempio – e inquietanti alcune analogie con Under the Shadow, opera iraniana coeva di genere horror. Giocasse meno a fare il Polanski mesopotamico, Fahradi sarebbe uno dei nostri idoli.

Wolfhound  –  dvd

Un fantasy alla Russa. Per quanto ricalchi alcune orme de Il Signore degli Anelli, questo Wolfhound è più vicino alle atmosfere di Beowulf o del redivivo Highlander, fino al sempiterno Conan. La storia è esile quanto un ricordo: un eroe scampa a morte certa, e parte alla ricerca di colui che ha sterminato la sua gens. Girato nei paesaggi brutalmente primordiali della Slovacchia, tratto dall’omonima novella, Wolfhound si è aggiudicato i premi più cool nella patria Russia, tra cui una messe di MTV Awards locali. Il regista Nikolay Lebedev punta tutto sull’adrenalina e sull’action cavalleresco, ha sguardo epico e direzione salda, tanto da essersi meritato anche un premio internazionale del pubblico al prestigioso Toronto After Dark Festival. Chi lo ha visto in quell’occasione scrive di una visione divertentissima, con scene che hanno letteralmente conquistato il pubblico (scontri all’arma bianca, calci volanti, battaglie corali) ed un apprezzamento unanime per la tipizzazione dei personaggi. Una chicca.

Nel dvd presente anche una selezione di contenuti speciali, che riguardano gli effetti speciali visivi, i costumi e la scenografia.

Aerosmith – dvd

La videobiografia definitiva della band di Steven Tyler e Joe Perry, formata quasi mezzo secolo fa e, in qualche maniera, dopo cambi di formazione e vicissitudini assortite, ancora capace di occupare degnamente un palco (e guadagnare la media di un milione di dollari ad esibizione). D’altronde non hanno mai nascosto che la loro principale fonte di ispirazione è da sempre un’altra band immortale: i Rolling Stones. E’ quindi probabile che abbiano tratto da Jagger e Richards anche l’elisir di lunga vita. Nel dvd abbondano interviste, documenti inediti e footage esclusivo.

 

Dai Sbirro  –  dvd

Meglio conosciuto con l’originale titolo francese, Adieu Poulet, o nella sua variante a stelle e strisce, The French Detective. Il film ricalca gli stilemi della sua epoca, i proiettilosi anni 70, e del suo genere di riferimento, il polar, habitat inusuale per il regista Pierre Granier-Deferre (sue, in seguito, molte delle trasposizioni televisive del Commissario Maigret). La storia: Lino Ventura è un ispettore che difende la giustizia più che la legge, e si mette alle calcagna di un politico criminale, reo di essere il mandante dell’omicidio di un avversario e di un poliziotto. Tra doppi giochi e meschinerie, il questurino eroe riuscirà a smascherare il marcio della vita pubblica di provincia, e a farsene beffe. Il film è girato quasi completamente in esterni, un prodigio per la scarsità dei mezzi a disposizione. Lino Ventura performa da par suo, in un ruolo nel quale tante volte ha primeggiato Belmondo, dopo aver subito il suo primo fallimento commerciale con La Cage. La riuscita del film non è uniforme, ma comunque interessante, grazie soprattutto all’alchimia tra Lino Ventura e Patrick Dewaere. Ispirato da un caso realmente accaduto, Dai Sbirro è sceneggiato ed adattato allo schermo da Francis Veber (che avrebbe girato il suo primo film da regista l’anno successivo). Una sorta di” Dirty Harry French”.

 

Morti Sospette  –  dvd

Roland è un marittimo francese, che per qualche giorno è fermo a Barcellona. Si ritroverà invischiato in un incubo senza via d’uscita, e suo malgrado dovrà tentare di risolvere un mistero mortale che ruota intorno ad una valigetta contesa da personaggi senza volto. Oltre a Lino Ventura, nel cast spicca Claudine Auger.

Film dalle atmosfere tremendamente kafkiane, saturo di mistero e ansia, con al centro un complotto intorno al quale ruotano altri complotti. Ogni personaggio finge di essere qualcun altro, o non è chi sembra essere. E i cadaveri si accumulano, sotto gli occhi spaesati del grandissimo Lino Ventura.

Crimson  –  dvd

Edizione restaurata in 4K per uno degli omaggi più strambi al mito di Frankenstein, a cominciare dal titolo originale, che suonava così: Las Ratas No Duermen De Noche. Frullato di generi preparato con scarsi mezzi e tantissimo entusiasmo, Crimson ha molti elementi in comune con il cinema di genere italiano dello stesso periodo (gli anni settanta), a cominciare dagli pseudonimi anglofoni scelti per praticamente tutti i membri della troupe.

Un medico con idee malsane esegue un trapianto di cervello su un criminale in fin di vita. L’uomo torna a vivere, ma diviene ancora più pericoloso e incontenibile. Tra scene di sesso spinto, ai limiti del porno, accenni alla fantascienza, alcuni aspetti da commedia e forti dosi di noir e gangster-movie, Juan Fortuny (chissà qual’è la sua vera identità) non si fa mancare niente. E non lo fa mancare neanche al pubblico appassionato di b-movies.

Kosmos. Anno 2000

Meritoria e gustosissima riscoperta questo Kosmos. Anno 2000, un classico vintage della fantascienza made in URSS. Regista è Budimir Metelnikov, nome poco noto in Italia, artista del cinema sovietico, figlio di genitori arrestati in quanto nemici del popolo, cresciuto dallo Stato (!) e allevato nelle più prestigiose scuole di sceneggiatura dell’Impero. I suoi film, specie nel decennio 1950 – 1960, sono stati degli autentici blockbuster in Patria, raggiungendo la vetta di 50 milioni di cinespettatori per singolo titolo! Molto apprezzato anche all’estero, ha più volte gareggiato per Palma d’Oro, Oscar e Golden Globe. Kosmos rappresenta un’incursione nella fantascienza umanistica, o filantropica: un arereo carico di umani va in avaria ed ammara, gli umani sbarcano su un’isola, dove avviene il contatto con una evolutissima civiltà aliena. Pace e tecnologia portano gli extraterrestri, ma il tentativo bipartisan di diffondere al mondo la buona novella finirà in tragedia. Conosciuto anche come The SIlence of Dr.Evans, con attori russi ad impersonare personaggi anglosassoni, Kosmos è un tentativo, naif ma riuscito, di ragionare sul genere umano al di fuori degli stretti vincoli della propaganda di regime. Imperdibile.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...