CG Entertainment, le appetitose novità di luglio


Cannibal Ferox  –  dvd

1981: un anno dopo Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato e Mangiati Vivi di Umberto Lenzi, quest’ultimo partorisce uno dei film più censurati della storia, disprezzato anche dallo stesso regista perchè realizzato per “fini alimentari”. Al proposito, i giochi di parole sarebbero talmente ovvi che li evitiamo.

Trent’anni dopo l’uscita, quest’orgia di ultragore mantiene il suo potere di scioccare e disgustare il pubblico. Nel dvd è presente anche “Zora Ferox”, incontro con Zora Kerowa.

Phantom Boy – dvd

Sei anni dopo l’acclamato Un Gatto A Parigi, Jean-Loup Felicioli e Alain Gagnol, autorevoli firme dello studio Folimage, fanno di nuovo centro con il loro stile semplice e artigianale che si sposa perfettamente con la magia e i tratti onirici delle storie che raccontano, e che deve molto agli universi di Jacques Tati e all’immaginario dei classici noir.  Leo è un ragazzino di New York in cura per un cancro, che scopre di avere la capacità di fluttuare fuori dal suo corpo e volare sulla città. I newyorkesi sono terrorizzati da un supercattivo, The Face, sulle cui tracce è un giovane poliziotto, Alex, pronto a tutto pur di riconquistare la fiducia del suo capo che è venuta meno dopo un suo errore sulla scena di un crimine. Sarà proprio Leo ad aiutarlo nelle indagini, insieme a Mary, una giornalista per la quale Alex ha una cotta. Non mancano siparietti da screwball comedy e gag assortite, e la malattia di Leo non è mai utilizzata per manipolare il pubblico e spingerlo ad usare i fazzoletti.

La miscela è vincente, anche se risale all’età d’oro di Hollywood: mettere insieme le risate, le dinamiche guardie e ladri, e lo sviluppo dei rapporti tra i personaggi, è una cosa che non fa più nessuno. Ed è una miscela meravigliosa. Si tratta in definitiva dell’ennesima origin story, e un sequel è più che probabile.

 

L’allenatore nel pallone – dvd

Cult, cultissimo, praticamente weird! Vetta insuperata e insuperabile della comicità banfiana, in compagnia di altri due titoli, Al Bar dello Sport e Vieni Avanti Cretino. Nelle sudate vesti di Oronzo Canà, sotto lo sguardo maieutico di Sergio Martino, Lino Banfi si libera definitivamente dalle scorie degli sketch da avanspettacolo e costruisce un personaggio a tutto tondo (è il caso di dirlo!), vero ed italico, troppo italico.  Lo storytelling del pecoreccio allenatore, catapultato in serie A dalle poco nobili mire di un imprenditore di provincia, si intreccia cronologicamente con il racconto di un campionato sgangherato, vicende di famiglia e di panchina convergono verso il redde rationem finale. Se il calcio, a detta dei più, è metafora della vita, allora la sua rappresentazione farsesca diventa lo specchio dei vizi atavici di un intero popolo, dalla superstizione, al familismo amorale, alla corruzione, alla violenza da ultrà della domenica. Ridere delle miserie quotidiane: è quello che la commedia deve e può fare. Vari i cammei di calciatori e giocatori dell’epoca, memorabili i confronti musicali tra mister Canà ed il talento brasiliano Aristoteles, sofferente di saudade. Un film da guardare a più non posso, da mandare a memoria e da tramandare alle generazioni presenti e future. Non mollare, Canà, resteremo in serie A!

 

La regina delle nevi 2 – dvd

Nel primo capitolo, che ha avuto un discreto successo (abbastanza da giustificare un sequel, al quale seguirà un terzo capitolo), la Regina delle nevi è stata sconfitta. Il regno dei Troll è quindi tornato al suo antico splendore, e Orm – che nel primo capitolo era un personaggio secondario ma rivelatosi fondamentale (oltre che simpatico voltagabbana) – tenta di ottenere la mano della nipote del Re. La saga tratta da una favola di Hans Christian Andersen, prodotta in Russia e fedele ad un’animazione molto semplice, continua con questo secondo capitolo diretto da Aleksey Tsitsilin.

 

La farfalla sul mirino – bluray

Più che un film, un seme, una spora. Uno yakuza movie del 1967, anarchico, allucinato, assurdo, in cui il genere diventa al contempo metafilm, riflessione sugli archetipi del noir e della gangster story, ed anche metarealtà, in quanto trasposizione del conflitto in essere tra Suzuki, regista alieno da vincoli creativi o distributivi, e la Nikkatsu, major giapponese nel pieno controllo del mercato e dell’ordine costituito. Personaggi numerati, più che nominati (killer numero 1, killer num.2, etc), una femme fatale ninfomane e lugubre nel suo cupio dissolvi, sesso, satira, allegorie. Una visione offerta al pubblico come un’opera d’arte, curata e confezionata in ogni singolo suono e inquadratura. Stroncato dalla prezzolata critica nipponica dell’epoca, il film viaggiò come un’idea negli anni e nei Continenti, riemergendo imperioso quando la controcultura morì nel pop ed il pop si fece avantpop. Maestri quali John Woo, Chan-wook Park, Jim Jarmusch e Quentin Tarantino sono figli d’arte di Suzuki, ed anche il Takeshi Kitano più aureo, quello di Getting Any, lo è. Da recuperare, magari insieme al coevo Le Samurai di Melville, per ammorare, meravigliarsi e stupirsi di quante spunti e contaminazioni fosse capace il cinema dell’epoca, dove le idee e le visioni circolavano clandestine come l’attuale, ma molto meno fecondante, streaming multimediale.

Cofanetto Seijun Suzuki – dvd

Se La Farfalla Sul Mirino è la tentazione numero 1 di questo mese, subito dopo viene questo strepitoso cofanetto che contiene:

Ufficio Investigativo 23: Crepate Bastardi!

La Giovinezza Di Una Belva Umana

The Woman Sharper

Tokyo Drifter

Elogio Della Lotta,

tutti girati tra il 1963 e il 1966 (d’altronde ne ha girati 40 in undici anni…). Poliziesco, yakuza-movie, lotte di potere sanguinose e passioni torbide, l’alfabeto del noir violentato e coccolato allo stesso tempo: Seijun Suzuki al meglio. Imperdibile.

 

La battaglia di Algeri – bluray

“un film d’azione, diretto da una persona intelligente”, scrisse il Boston Globe all’epoca su una delle uscite, frammentate e/o procrastinate data la delicatezza e l’attualità dei temi trattati. Questo è La Battaglia di Algeri: un grandissimo film di genere, avanguardista, sperimentale, diretto e sceneggiato da due compari (Pontecorvo alla regia, Solinas alla sceneggiatura) in evidente stato di grazia, supportati dalle musiche di un Morricone all’apice della sua fecondità. Uno dei titoli italiani più conosciuti, premiati e studiati di sempre, a prescindere dall’ideologia ad esso sottesa, anzi,  grazie ad essa, perchè La Battaglia di Algeri è un’idea del mondo che si fa visione, Europa contro Africa, Africa contro Africa, Europa contro Europa. Attraverso l’ideologia, si fa esperienza raccontabile e condivisibile. Girato nei luoghi dove i fatti realmente accadevano/erano accaduti, film di guerra e di guerriglia in cui strade, vicoli, muri e filo spinato sono texture per l’epos nichilista anticolonialista, la Battaglia di Algeri ha mille volti di attori non professionisti, eppure, quintessenza del cinema, sarà ricordato per sempre per le sembianze dell’unico attore di mestiere, Jean Martin.

Il suo colonello Mathieu, impeccabile nella divisa d’assalto, con gli occhiali da sole glamourosamente calati sugli occhi, ad enfatizzare la mascella letalmente volitiva, è villain tra i villain, è il terrore, l’orrore e la seduzione del fascismo, del 900 tutto.

 

 

 

 

 

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