Black Panther, il film più pericoloso del 2018


Il razzismo è vivo, e lotta insieme a noi. Black lives matter, certo, ora un po’ meno perché è il tempo del #metoo, oh, signora mia, quant’è bello fare le lotte di razza e di genere quando non esistono più le mezze stagioni, e nemmeno più le classi sociali, e la coscienza di esse. Prendete Get Out – Scappa, di Jordan Peele: tutti a ragionare muniti di pregiudiziometro e stereotiposcopio, a marchiarlo o ad elevarlo o a differenziarlo, e pochissimi a soffermarsi sul punto chiave dell’intera storia: quando il bianco, pater familias maleficus, sollecitato dalla querula domanda del nero vittima sacrificale – perché noi, perché i neri? -, rivela, con semplicità disarmante, che trattasi non di razza ma di moda, perché il nero è cool, dice, e perché il ricco, da qualsiasi nazione provenga, può permetterselo. Poi arriva Black Panther, di Ryan Coogler, ed è subito Sì, Buana.

Un film lanciato verso il miliardo di dollari di incassi al botteghino, strabordante ovunque, dal mercato anglosassone – 42 milioni nella sola Gran Bretagna, 20 in Australia – a quello orientale – 18 milioni in Sud Corea, in Cina uscirà a marzo -, a quello Centro-Sud americano. Oltre le più rosee previsioni, a conferma che il marketing è una scienza ex post, destinata a clamorose topiche ex ante. I soldoni valgono quanto un plebiscito, critici e sociologi salutano con entusiasmo il cosmopolitismo e l’apertura mentale del pubblico glocal da multisala; pubblico che sarebbe pronto, dicono quegli esperti, a rivoluzionare il proprio immaginario, a sfatare il mito del supereroe di fattezze e attitudini occidentali. E invece. Invece. No.

Black Panther è un film neocolonialista, nella maniera più subdola. E’paternalista, razzista, segregazionista, pieno di sottotesti che invitano a guardare la pelle degli altri come un marchio di diversità.

Cominciamo dal marchio, o dallo stigma: tutti gli abitanti di Wakanda, una sorta di Asgard concreta di vibranio e ubicata in Nord Africa, hanno un codice di riconoscimento, un tatuaggio fosforescente sublabiale. Troppo evidente il riferimento alla marchiatura degli antichi schiavi per non incazzarsi. Volessimo evitare lo spontaneo collegamento, riferire il tatoo ad una sorta di segno divino vorrebbe dire teorizzare che gli wakandiani sono una razza eletta, quindi diversa, quindi a parte rispetto agli umani.

Razza, già, ecco un altro mucchio di problemi per Black Panther. Per tutto il film si gioca su un equivoco, che la fantomatica Wakanda possa essere un sinonimo del panafricanismo, una Zion allargata all’intero Continente Nero, salvo poi circoscriverla e trasformarla in una sorta di occulto paradiso fiscale, un Liecthenstein tropicale, dove i wakandiani e solo i wakandiani, non tutti gli Africani, prosperano. Il dubbio è grande e irrisolto: Black Panther è l’eroe di un Continente, o di un Paese? Di una razza, o di un popolo? C’è chi dice possa essere una sorta di afroThor appunto, come sopra, solo che il regno di Thor non è di questa Terra, quindi non è politico, e mal si presta al paragone. Black Panther è un Capo di Stato regolarmente eletto, per quanto attraverso sfide gladiatorie anzichè libere elezioni. Il personaggio è ideologico: è l’unico supereroe Marvel, che sia anche premier. A proposito della lotta per scegliere il dittatore dello stato libero di Wakanda, già il suddetto riferimento ai gladiatori ha connotazioni ovviamente razziste: ove lo spettatore sia ingenuo, e non voglia coglierlo, penserà sicuramente alle lotte degli animali della savana per determinare il capobranco. Animali, non uomini.

Ma ancora: a proposito di Black Panther si è parlato di Black Universe: nero l’eroe, nero l’antieroe, nero il contesto che gli gira intorno, con alcune apparentemente meritevoli escursioni fuori dalla Terra d’Africa. Analizziamo queste esotiche digressioni. Nelle scene ambientate nei ghetti USA, nemmeno un bianco è all’orizzonte, manco un poliziotto fuori servizio, dico. Nel viaggio in Sud Corea – altra terra invisibile nei multisala, che Black Panther si fregia di aver disvelato –, in mezzo ad un inseguimento mozzafiato su auto giapponesi Toyota Lexus, invece che su autoctone Hyundai (potenza del product placement, si disvela tutto l’abominio del villain secondario, che non è americano, ma è una sorta di naziboero, o nazifiammingo. Americano è invece l’agente del FBI: bonario, vulnerabile, umile, una figura che trasuda almeno 500 anni di sensi di colpa. Ancora, il rapporto tra il Presidente di Wakanda ed il mondo intero è relegato a strambi, postdatati monologhi all’Assemblea delle Nazioni Unite, che riportano alla mente il contesto e la nascita storica della definizione Terzo Mondo, così carica di speranze, così greve di sfruttamento.

Tutto questo marciume, e molto altro ancora, celato sotto una confezione strabiliante: cool, troppo cool, del resto il nero va bene con tutto. I costumi delle amazzoni guerriere, fighissimi. I murales posti qua e là, manifesti di afrofuturismo. Le astronavi e le ziggurat, altro che District 9. La regalità dei corpi, la sacralità degli atteggiamenti. E poi Forest Whitaker, Lupita, e poi la Michonne di the Walking Dead. All Blacks, all together. Black Panther è la legittimazione di un immaginario nazional popolare. Che guarda al nero come al superdotato/a, o come al/alla buon/a selvaggio/a, che è lo stesso. Che pensa che il nero, l’Africano, sia artefice e responsabile unico della propria ventura e della propria sventura. Che pensa, soprattutto, di non averci niente a che fare, perchè tutto succede a Wakanda, e Wakanda non è, in alcun modo, il mondo reale. Aiutiamoli, o ammiriamoli, a casa loro.

6 pensieri su “Black Panther, il film più pericoloso del 2018

  1. Critica costruttiva (o: come correggere le minchiate che hai scritto):

    Il Wakanda si è isolato per evitare che le proprie risorse venissero depredate dagli altri stati. Come dargli torto? Abbiamo visto come l’Africa sia stata depredata nel corso dei secoli dai colonialisti. Ma certo, avrebbero dovuto fare come gli altri, lasciarsi saccheggiare e vivere nella miseria. Invece, si sono fatti furbi.

    Forse non ti è chiaro (nonostante venga perfettamente esplicato nel film), ma il fatto che il Wakanda non abbia aiutato gli altri paesi, nel film viene criticato, e non elogiato. Infatti, il percorso del film e dello stesso protagonista portano al cambiamento, come visto nel finale. E guardacaso, il villain Killmonger ha proprio questa tra le motivazioni che lo spingono ad agire.

    Critichi il fatto che il Wakanda sia una monarchia. Certo, come se al momento tutti gli stati della Terra fossero democrazie :D persino in Europa abbiamo ancora monarchie come Spagna e Inghilterra. C’è tra l’altro una sostanziale differenza: il titolo non viene nemmeno tramandato in automatico, ma viene data la possibilità della sfida, dunque il cambio di monarca è fattibile. Ok, si tratta di una prova fisica, ma ti ricordo che il Wakanda conserva le tradizioni tribali che sono simili a quelle dell’Africa reale, e non mi sembra che quelle ancora esistenti nel mondo reale vengano criticate, se non dai soliti suprematisti secondo cui ci sono razze inferiori e superiori (come te, mi sa). Critichi le tradizioni tribali del Wakanda? Per coerenza, dovresti andare in ogni stato del mondo (non solo africani) e criticare le loro usanze. Vediamo allora se uscirai vivo anche solo dopo il primo paese :D Magari poi, te sei pure uno di quelli convinti che esista un omino invisibile in cielo che ha creato tutto (e vai a criticare le credenze altrui? HAHAHAHA).

    “nero l’eroe, nero l’antieroe, nero il contesto che gli gira intorno”. GRAZIE AL CAZZO. Un film ambientato in gran parte in un paese africano, con qualche scena di un ghetto californiano, quali cavolo di personaggi dovrebbe mostrare, se non di etnia afroamericana??

    Dici poi che i wakandiani sono razzisti. Non metto in dubbio che alcuni personaggi abbiano mostrato delle ostilità verso gli stranieri, ma non è praticamente quello che gran parte della gente fa in TUTTI i paesi del mondo?
    E non parlo solo di etnie. Guarda solo gli italiani: a parte l’ostilità verso altre etnie, ci sono italiani a cui stanno sulle balle i francesi. Ci sono italiani del Nord a cui stanno sulle balle quelli del Sud. Ci sono italiani a cui stanno sulle balle gli abitanti di CITTA’ VICINE, ci sono italiani che vorrebbero la morte di altri solo perché tifano una squadra avversaria! E tu ti vai a lamentare che ALCUNI abitanti di un immaginario stato africano abbiano delle riserve sugli abitanti degli stati vicini? Dimenticavo, solo i bianchi possono essere razzisti, gli altri sono tutti uguali e non dovrebbero esserlo tra loro, no?

    Mostrare i pregiudizi non significa elogiarli, anzi, il film è anche una critica ad essi. Il Wakanda all’inizio del film è una società chiusa, ma dopo gli avvenimenti del film le cose cambiano radicalmente. il film è un percorso, sia della nazione sia dell’eroe protagonista.

    Se non apprezzi (e non capisci, evidentemente) questi film puoi sempre andare a vedere i cinepanettoni, i film di Muccino o le cinquanta sfumature di stocazzo, è sempre cinema di intrattenimento ma magari si avvicinano di più alle tue facoltà mentali.

    • Accolgo con piacere questa critica costruttiva, per quanto intrisa qua e là di un trollismo di ritorno. Caro Dennis, bontà tua, sorvoli su parecchi dei simboli equivoci utilizzati nel film, che rimandano ad una ideologia ostinatamente razzista, non giustificabile dal fatto che si parla di una derivazione da un fumetto d’antan. Anche volendo restare a quello che tu metti in evidenza, ti consiglio di allargare le tue vedute, in quanto:
      – l’apertura al mondo di Wakanda, che tu prendi come incoraggiante, è un’apertura paternalista, propria di chi ritiene di avere una cultura superiore e accetta di farne ricadere qualche goccia su altri mondi/altri popoli inferiori;
      – la quasi totalità dei Paesi africani odierni sono balcanizzati e vessati da dittature fomentate dall’Occidente, non mi pare ci siaano ancora monarchie tribali con la lotta “a chi ce l’ha più lungo per la conquista del potere”. Ne sai evidentemente poco, ma dai tuoi toni esagitati mi sembri giovane, approcciati con umiltà e pazienza allo studio della questione africana.
      – che l’antieroe debba essere nero, perchè l’eroe è nero, è un pregiudizio, uno stereotipo, che tu fai tuo, perchè il razzismo è intriso nella cultura che ti illudi di padroneggiare. Pensa se l’antieroe fosse stato un bianco wasp, sai che sovversione…e invece no, perchè il nemico del povero è sempre il più povero, e gli Americani bianchi sono pistoleri, forcaioli ma bonaccioni, come l’agente della CIA nel film

      – che il razzismo non sia appannaggio dei bianchi, scusami, ma questo è ovvio: chiaro che tutti si possano permettere (!) d’essere razzisti, ma il film gioca sull’equivoco razza = ideologia panafricana = nascita del blocco del Terzo Mondo, come io ho evidenziato, e certi riferimenti storici evidentemente ti sfuggono perchè hai letto i fumetti e non hai studiato la Storia. Mai sentito parlare della Conferenza di Bandung?

      Confesso poi che sentirmi dare del suprematista, perchè ho contestato il razzismo, nemmeno tanto latente, di un blockbuster, è un’accusa che lambisce i territori dell’analfabetismo funzionale, ma tant’è. Le favole, i miti, creano immaginari, archetipi ed anche stereotipi da riconoscere e da maneggiare con cura. Capsico che disvelarli possa suscitare rabbia e frustrazione, ma anche sticazzi, se vuoi vienimi a trovare sulla pagina facebook e stai sereno

      • Bene, spiegami allora uno per uno tutti questi fantomatici simboli equivoci che nel film rimandano ad un’ideologia razzista. In ogni caso, dire che un film è razzista perché mostra il razzismo è come dire che Shindler’s List è un film antisemita perché mostra l’antisemitismo. Come ho già detto, solo i bianchi possono essere razzisti/isolazionisti? Non può esistere una popolazione africana ostile agli stranieri? Che poi questa ostilità è perfettamente spiegata nel film, è stato ripetuto molte volte ma forse non abbastanza, che il Wakanda si è isolato per evitare di far depredare le proprie risorse dagli altri. Altro punto che evidentemente continua a non essere chiaro è che il film condanna questa scelta politica. Il Wakanda è stato isolazionista per secoli, ma il nuovo re T’Challa scopre come stanno le cose e sovverte il tutto, infatti, sempre che tu non te ne sia andato prima dei titoli di coda come fa un sacco di gente, alla fine del film apre il suo paese al resto del mondo. Cambiamento. Status quo iniziale, svolgimento del film che cambia le cose, finale con lo status quo modificato. Come nel 99,9999999999999999% dei film, delle serie tv, dei libri, dei fumetti e di quant’altro.

        “l’apertura al mondo di Wakanda, che tu prendi come incoraggiante, è un’apertura paternalista, propria di chi ritiene di avere una cultura superiore e accetta di farne ricadere qualche goccia su altri mondi/altri popoli inferiori”
        Quindi, cosa avrebbero dovuto fare perché tu apprezzassi il film? Si sono aperti, non ti va bene. Se fossero rimasti chiusi, non ti sarebbe andato comunque bene perché avresti criticato la mancata evoluzione. Metà e metà? A parte che è una cosa non fattibile, in ogni caso te ne saresti lamentato. Questo senza considerare il fatto che il Wakanda (sia filmico sia fumettistico) E’ superiore tecnologicamente agli altri paesi del mondo. Perché se la stessa cosa viene mostrata in un film di fantascienza, con popoli di pianeti lontani in possesso di una cultura e/o una tecnologia superiore a quella terrestre, la cosa viene accettata senza battere ciglio mentre qui viene criticata?

        “la quasi totalità dei Paesi africani odierni sono balcanizzati e vessati da dittature fomentate dall’Occidente, non mi pare ci siaano ancora monarchie tribali con la lotta “a chi ce l’ha più lungo per la conquista del potere”. Ne sai evidentemente poco” Io non ne so praticamente nulla, ma tu sei certo che non esista in tutto il mondo alcuno stato, alcun popolo, alcuna tribù il cui sovrano viene scelto secondo usanze tribali? La vedo difficile, visto che ce ne sono centinaia. Vai allora in Africa, in Sudamerica, in Australia, e in qualsiasi altra parte del mondo, conosci TUTTE le popolazioni, tutte le tribù, e se nemmeno una di queste ha un sistema di tramandamento del titolo simile a quello visto in Black Panther allora ti darò ragione. Ma se anche fosse, ti ricordo che stiamo parlando di un prodotto di fantasia, in cui c’è una nazione che, come ripetuto mille volte, mescola tradizioni millenarie con tecnologia avanzatissima (e la cosa è stata resa benissimo nel film tanto quanto nel fumetto dal 1966 ad oggi). Non credi inoltre che se le lotte tribali fossero veramente così inverosimili, qualcuno nel mondo esperto delle civiltà del Terzo Mondo se ne sarebbe accorto e lo avrebbe fatto notare?

        “che l’antieroe debba essere nero, perchè l’eroe è nero, è un pregiudizio, uno stereotipo, che tu fai tuo, perchè il razzismo è intriso nella cultura che ti illudi di padroneggiare. Pensa se l’antieroe fosse stato un bianco wasp, sai che sovversione…e invece no, perchè il nemico del povero è sempre il più povero, e gli Americani bianchi sono pistoleri, forcaioli ma bonaccioni, come l’agente della CIA nel film”.
        E qua si dimostra ancora una volta come tu non abbia capito una sega del film. Da dove comincio?
        Una delle cose più importanti del film, che probabilmente ti è sfuggita, è se il Wakanda debba continuare a stare per conto suo o se si debba aprire al mondo. La politica che è stata attuata nei secoli precedenti ha scelto la prima via, mietendo anche delle vittime che erano discordi, tra cui il padre di Killmonger. Quest’ultimo vuole sia vendicarsi sia portare avanti le idee del padre. Secondo te, visto che il padre di Killmonger era africano e sua madre afroamericana, sarebbe stato sensato che il personaggio fosse caucasico? Direi proprio di no. Il dilemma principale non era una cosa risolvibile dall’esterno, non avrebbe avuto senso un villain principale bianco che attaccando il Wakanda avrebbe fatto cambiare le cose. Al contrario, ne avrebbe solamente solidificato l’isolazionismo, proprio come ha fatto Klaue rubando il vibranio in avvenimenti sia antecedenti alla narrazione del film (del furto del vibranio da parte sua se ne parlava persino in Avengers: Age of Ultron) sia durante il film stesso (l’oggetto che ruba dal museo). Avrebbero potuto cambiare la storia e inserire villain solo bianchi? Certo, ma la questione della politica del Wakanda sarebbe stata solo rimandata. Nei prossimi film potranno inserire anche villain bianchi, per la tua felicità. Ma quando succederà tornerai a tirare fuori la storia del razzismo, perché dirai che il film sarà il solito stereotipo del muso bianco cattivo che vuole depredare i poveri buoni africani. La verità è questa, qualsiasi cosa avessero tirato fuori, l’avresti criticata.
        Riguardo Everett K. Ross, non hai visto Captain America: Civil War? Il personaggio era già stato introdotto lì, ed era già un agente della CIA, e SORPRESA! lo è anche nei fumetti. “Pistolero” HAHAHAHAHAHAHAHAHA devo proprio commentare? Già solo averlo definito così dimostra ridicolaggine. Ha una pistola (e ma va? hai mai visto agenti segreti in un film che non ne siano dotati?) ma non mi sembra proprio che si comporti da Yosemite Sam come ritieni tu. “forcaiolo” non so nemmeno come commentarlo, attinenza al personaggio zero, tanto valeva definirlo uno jedi, un mostro marino o un vulcaniano. “bonaccione” è l’unico termine che con molta, ma molta, molta, molta, molta buona volontà ti posso QUASI far passare. Come se poi ci fosse qualcosa di male in un personaggio di indole buona e retta.

        “che il razzismo non sia appannaggio dei bianchi, scusami, ma questo è ovvio: chiaro che tutti si possano permettere (!) d’essere razzisti, ma il film gioca sull’equivoco razza = ideologia panafricana = nascita del blocco del Terzo Mondo, come io ho evidenziato, e certi riferimenti storici evidentemente ti sfuggono perchè hai letto i fumetti e non hai studiato la Storia. Mai sentito parlare della Conferenza di Bandung?”
        Sei ridicolo. “hai letto i fumetti e non hai studiato la Storia”. Really? Non mi aspettavo nemmeno da te un abbassamento ad un simile livello. Evidentemente hai una mentalità retrograda visto che associ la lettura di fumetti all’ignoranza. Come tutte le altre materie, ho studiato Storia alle elementari, alle medie, alle superiori, all’università. Conosco ogni singolo avvenimento dal Big Bang ad oggi? Certo che no, sarebbe impossibile. Nemmeno uno storico conosce tutti i fatti accaduti. Non essendo un appassionato di Storia, conosco gli avvenimenti principali e molti secondari, un po’ per reminiscenze scolastiche, un po’ per altri motivi. Bene, ti farà senz’altro felice (ma è evidente che ti basta poco) sapere che no, non conoscevo l’avvenimento in questione. Vista la tua maturità, mi aspetto una replica piena di scherni per la mia non conoscenza di un avvenimento che in Italia probabilmente è conosciuto da poche persone, a cui mi sono appena aggiunto io (quasi quasi proverò a chiedere a varia gente se ne han sentito parlare, poi ti farò sapere quante centinaia hanno detto no prima di trovarne una che lo conoscesse). Puoi tranquillamente citarmi dall’alto della tua evidentemente sconfinata conoscenza delle culture del Terzo Mondo altri avvenimenti storici a riguardo. Qualora non li conoscessi li andrò a cercare come ho fatto con la Conferenza di Bandung, acquisendo qualche conoscenza in più.

        Io ammetto le mie ignoranze senza alcun problema, ma dubito che tu ammetterai di aver scritto vaccate su vaccate per cercare di dimostrare alla gente che il film che non ti è piaciuto (e che non hai capito) è brutto. Fai un favore al mondo: guardati solo i film supereroistici con protagonisti WASP, così rimani soddisfatto e non ti fai mille problemi inutili. Anzi, evita pure quelli, guardati i cinepanettoni che forse quelli li riesci a comprendere, dato che hanno trame (trame hahahahahahahahahaha vabbé facciamo finta che sia vero) più semplici.

        P.S: tu che dai dell’analfabeta funzionale a me è come il bue che dà del cornuto all’asino. E no, grazie, dubito leggerò altri tuoi articoli, se l’andamento delle tue recensioni è come quello su Black Panther preferisco evitare di dover perdere tempo a smontare altri deliri ;)

  2. Questo è quello che esce quando uno non ha capito NIENTE di un film, e non conosce nemmeno minimamente il personaggio dei fumetti. Prova a mandare la tua recensione a Il Giornale, magari la pubblicano nello stesso numero in cui allegano il Mein Kampf.

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