Buio Omega, di Joe D’Amato. Formidabili quegli anni!


Ho paura. Provo angoscia, terrore, sgomento, E’ ancora presto per dirlo, ma tutti i sintomi convergono verso una diagnosi dolorosa, per certi versi imprevedibile. Sembrerebbe proprio che sia arrivata una pessima annata. Che il 2018 sia il nadir del cinema di genere, in specie del cinema horror, malgrado la Blumhouse, malgrado i confortanti successi commerciali di certo horror di cassetta. Ho bisogno di qualcosa di forte, che sia coraggioso, repulsivo, provocatorio, brutale. Che sia rivoluzionario, perché a me purtroppo piace guardare la rivoluzione, anziché farla. Ho bisogno di Buio Omega, di Joe D’Amato.


Piano con i like o le commemorazioni pelose, abbiate la pazienza di leggermi, e l’umiltà di approcciare il film spogliandovi di circa 40 anni di pregiudizi, cure sedative continuate, scariche di stereotipi e tabù. Buio Omega è un’opera che rende felici, per il solo fatto che esista. Un serial killer professionista, che di mestiere fa il tassidermista. Ricchissimo, orfano, impotente. Necrofilo, antropofago, feticista. Al centro di un mondo, di un girone infernale popolato da allegorie di donne, mai veramente concrete, mai veramente vive, quindi mai veramente morte se assassinate. C’è una fidanzata terminale per sortilegio, con la quale il sesso è promesso ma non consumato. C’è una autostoppista invadente e burina, da consumare – nell’acido – al trancio. Poi, una runner da giornaletto porno, morbida da mordere, una dancer da balera, sguaiata da bandire, una cognata pudibonda, buona per il talamo o per un tumulo.

Sopra tutte, c’è una governante maliziosa, austera tanto quanto carnale, che ama lo psicopatico di un amore spurio, materno muliebre filiale, ne soddisfa i desideri sessuali più puerili ed al contempo rimuove i resti delle sue atroci scorribande. Una freak, come freak di Tod Browning sono i suoi parenti. Gobble, gobble, one of us!

La complicità e la repulsione tra i due è la stessa che provo io, da spettatore ignaro, nel guardarli agire attraverso una macchina da presa impietosa e, per mia fortuna, impudica.Con una ferocia, con una autorevolezza che forse riconosco solo al Deodato di Cannibal Holocaust, Joe D’Amato mostra, esibisce, spiattella, sfrucuglia. Corpi femminili, magri o pingui. Mutilazioni, cremazioni, asportazioni. Joe D’Amato è sfidante, perchè non cerca il giudizio, cerca lo sfizio, la possibilità di affrancarsi dal ciò che si deve godendo puramente del ciò che si vede. La sfida è ardua, difficilissima da accettare, non c’è parossismo o effettaccio speciale che possa difendere lo spettatore dallo sbigottimento, anche dal fastidio per la sua guasconeria, per la sua audacia così maramalda. Il piacere della visione, liberatorio, indimenticabile, perverso nasce allora da un vero e proprio atto di sottomissione al regista, dall’accettazione e dalla consapevolezza di essere parte integrante del ritratto del serial killer che lui verga.

Prima, molto prima del celebratissimo Henry Pioggia di Sangue, contaminando i generi più estremi (più liberi) in un modo, amici miei, che è vera e propria avanguardia, Joe D’Amato  realizzava in Italia, girando a Bressanone, questo capolavoro assoluto e dissoluto. Guardare indietro, amici miei, è doveroso. Guardare indietro è un atto di resistenza.

 

Annunci

3 pensieri su “Buio Omega, di Joe D’Amato. Formidabili quegli anni!

  1. Io ancora non mi sono deciso a vederlo. Questo perché avevo visto qualcosa da piccolo e ne ero rimasto spaventato e quindi l’ho sempre evitato. Però la curiosità è tanta e voglio recuperarlo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...