Il Filo Nascosto, di Paul Thomas Anderson. Per una nuova cosmoginìa.


Facciamo un elenco, così, di getto: The Handmaiden, The Beguiled, mother!, Three Billboards, Lady Macbeth, Colossal. Elle. The VVitch. Donne di mondo, di questo e di quell’altro, donne in costume, donne accostumate, donne scostumate. Ginecei, gineprai, ginocidi. C’è una questione femminile nel cinema di tutto il mondo, indipendente dagli hashtag e dalle crociate contingenti: uno sguardo nuovo sulle classi sociali, sui sistemi di potere, su ciò che si può e su quello che non si deve. La rivoluzione è in atto, la conseguenze sono ignote. Il Filo Nascosto, di Paul Thomas Anderson.

Continua a leggere

Annunci

Cold Skin, di Xavier Gens. La forma della nostra acqua


Il dio del cinema è un tipo capriccioso, appare dove non ti aspetteresti mai e si nega nei luoghi di culto celebrati da masse di fedeli. Rende vano il pellegrinaggio nel caldo e celebratissimo tempio edificato negli anni dal suo devoto figliastro Guillermo Del Toro. E nello stesso momento si materializza in una chiesetta sconsacrata di periferia, ancora infestata dai ricordi di crimini indicibili e con le pareti segnate per l’eternità da schizzi di sangue crudeli, tanto violenti da scalfire i mattoni. Una chiesetta sorvegliata da un minaccioso becchino che risponde al nome di Xavier Gens. Un becchino che ha smembrato e seppellito cadaveri per anni, senza battere ciglio. Poi, senza preavviso, si innamora. E vede la luce. E noi con lui.

Continua a leggere

La Forma dell’Acqua. Guillermo (doesn’t) Tell.


Sto attraversando un brutto momento, il mio immaginario si è incagliato nelle secche di una crisi di mezza età. Mi sembra tutto poco interessante: le iperboli, le derivazioni, il mio stesso giudizio. Ho parlato di secche, forse sono sabbie mobili, o forse è il limitare di un abisso. Di certo è una deriva nichilista, che non posso contrastare. Ho premesso le dichiarazioni sul mio attuale stato d’animo, perché comprendiate cosa ci sia dietro ai miei occhi in questo periodo e perché accettiate, pur senza condividerlo, il mio giudizio negativo su The Shape of Water.

Continua a leggere

Ore 15:17 – Attacco al treno. Sia lodato Clint.


Il fatto è realmente accaduto, nel 2015. Abbiate la pazienza di fare una ricerca su Google, giusto per capire, a distanza di tre anni, che per la rete sono anni luce, lo stato avvilente del giornalismo nostrano. Alcune delle principali testate nazionali parlarono delle gesta eroiche di un manipolo di marines in licenza, pronto a sconfiggere le forze del male per cielo, per terra, per mare, su rotaia. Non erano marines, erano soldati, di differenti corpi, di rango non elevato. Io, che ho un complesso e complessato firewall mentale, derubricai la notizia a fake news, troppe le coincidenze implicate. Tutto processato, sepolto e rimosso nel giro di poche ore. Ma alla fine arriva Clint, e la storia prende un’altra piega.

Continua a leggere

Sono Tornato, di Luca Miniero. Sempre sia lodato


Il rapporto dell’Italia col fascismo è un rapporto osceno ed incestuoso, oltre che necessariamente votato alla necrofilia. Ha radici lontane nel tempo che dovevano essere recise senza pietà nel 1945, ma per colpa di molti – primo tra tutti Togliatti – sono state lasciate intatte nel sottosuolo (nelle fogne, in compagnia di Pennywise) libere di continuare a nutrirsi e proliferare. Settant’anni dopo sono più forti, si sono infiltrate ovunque e di tanto in tanto fanno capolino in superficie: l’apice appena raggiunto con un attentato terroristico di stampo fascista non è il patatrac, è solo l’equivalente di un asse che scricchiola.

Continua a leggere

Sono Tornato, di Luca Miniero. Sia lodato il dio del cinema.


Ho paura, tanta paura: “ Ad un certo momento ho temuto che, davanti all’ondata migratoria e alle problematiche di gestione dei flussi avanzate dei sindaci, ci fosse un rischio per la tenuta democratica del Paese. Per questo dovevamo agire come abbiamo fatto, non aspettando più gli altri Paesi europei”. Sono le parole che ha usato il ministro Minniti, non Storace, non Buontempo, non Salvini, non Meloni, in merito a quella sporca brutta faccenda lì, la faccenda dell’immigrazione. Un rischio per la tenuta democratica del Paese. Lo ha detto davvero, un ministro, ex comunista, ora organico al principale partito della post sinistra italiana. Ne avete memoria? Io sì, cerco di non dimenticare, perché i fascisti sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi. Sono tornato, di Luca Miniero.

Continua a leggere

Koch Media homevideo, le novità


Jukai – La Foresta Dei Suicidi

La foresta di Aokigahara è conosciuta anche con il nome di Jukai, ovvero il mare di alberi in giapponese, e si trova ai piedi del monte Fuji. La fitta vegetazione della foresta la rende un posto estremamente silenzioso e buio, anche i raggi del sole fanno fatica a penetrarvi. Tra le rocce, le caverne e gli arbusti ci sono numerosi cartelli che invitano, in giapponese e inglese, a riconsiderare le proprie intenzioni. Si rivolgono alle decine e decine di persone che ogni anno si addentrano nella foresta con l’intento di suicidarsi. E’ sicuramente un teatro – e un punto di partenza – perfetto per un film horror, ed è quello che ha realizzato Jason Zada. Senza guizzi registici inutili o costruzioni meta-chissàcosa, ma semplicemente sfruttando la location e la storia al massimo, chè bastano a reggere da sole tre quarti di film.

Continua a leggere