Lo Specchio Nero n.7 su RKONAIR: lunga vita alla nuova carne!


Trasformiamoci in delatori, in ruffiani, in spie. Denunciamo il vicino, che si attarda a passeggiare nel vicolo, senza giusta causa o giustificato motivo.
Poi, al tramonto, trasformiamoci ancora, facciamo il flash mob, il fascio-mob, cantiamo l’inno, sputiamo veleno, vincere, e vinceremmo!
Torniamo dentro, e trasformiamoci ancora.
Trasformiamoci in leoni da testiera, guardiamo tv e pc e smartphone dal letto, o sul divano.
Trasformiamoci, trasformiamoci ancora, e ancora, e ancora. No time, no space.
E’ l’inazione che ha iniziato la rivoluzione. Ciascuno di noi è altro da sé, non ha più forma fisica, non ha più forma. E’ un blob, è un mashup di carne e suppellettili, è un oggetto d’arredo, è un complemento d’arredo.
Dikotomiko ha selezionato per voi una poltiglia di film e di serie tv , piò o meno recenti, che girano intorno al tema della mutazione, della trasformazione, dell’entropia dei corpi e dello spirito.

L'immagine può contenere: una o più persone, il seguente testo "Dikotomiko lo Specchio Nero LUNGA VITA ALLA NUOVA CARNE"

Guida ai Cult(o) Movies: ascoltateci in podcasting!


Dikotomiko sommo onnipotente, fetauring Davide Pulici di Nocturno, vi propone i film più significativi degli ultimi anni, con sette e santoni al centro dell’obiettivo. In ordine sparso: Jug Face; Midsommar; Apostle; Safe Heaven (VHS 2); Svaha – the Sixth Fingers; Martyrs; Kill List; Regression;The Endless; Red State. Cliccate sull’empia immagine del capro monocolo per ascoltarci!

Una musica può fare, nininni, biopic, black metal …


In quel film c’è tutta la mia personalità. E’ grandioso, totalmente anarchico. Parola di Kurt Cobain, il film è Giovani guerrieri (Over The edge, 1979). Diretto da Jonathan Kaplan, ispirato da fatti di cronaca, metteva in scena gli adolescenti americani e la loro rabbia contro il sistema. Nessuno pensava a loro, niente era progettato per loro, e allora affanculo tutto. Droga, alcool, violenza, scontri con la polizia. Tutto molto punk: e infatti Kaplan, che aveva conosciuto da vicino il fenomeno dei Sex Pistols, ci vide proprio quello nello script: questi ragazzi erano punk americani, e il film doveva essere un film punk, grezzo e pulsante, con attori non professionisti.

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Lo specchio nero. I sovranismi sugli schermi dal 2001 ad oggi


A volte ritornano. A guardar bene, forse non stanno tornando, perché non erano mai andati via.
Solo che oggi vanno di gran moda: parlano, seducono, governano. Sono neofascisti, sono neonazisti, ma si fanno chiamare identitari, sovranisti, mentre rievocano un passato nero, nerissimo.
E sul nero degli schermi aumentano le storie che parlano di loro: documentari, commedie, action movies, instant movies; rappresentazioni nostrane e internazionali dell’esistenza di gruppi neonazisti e neofascisti, che mescolano nuovi linguaggi e nostalgia.
Dikotomiko ha selezionato narrazioni audiovisive italiane e straniere in cui il passato getta la sua ombra sul presente; ne risulta un racconto della contemporaneità organizzato per schede, un montaggio di storie e visioni da cui emerge il lato più oscuro di un presente che sembra un brutto film, purtroppo già visto.
Clicca qui per leggere un’anteprima del libro

Warlock. Gobble gobble, gobble, gobble, Tommaso Pincio one of us!


Oggi spariglio, parlo di libri più che di film. Di un libro, un romanzo, un grande romanzo americano. Si chiama Warlock, è del 1958, l’autore è Oakley Hall. Lo trovate in libreria, edizioni SUR, pregevolmente tradotto da Tommaso Pincio. Warlock è il crepuscolo del western, scritto quando ancora il mezzogiorno del genere rintoccava. E’ il crollo di una Nazione, imputato al marciume delle sue poco gloriose fondamenta. E’una galleria di personaggi indelebili: pistoleri, commercianti, minatori, samaritane, prostitute, sindacalisti, banditi, ciarlatani, bari, ubriaconi, uomini di legge e uomini senza dio. Un’epopea scritta con un inchiostro di polvere, la polvere che copre un paese fantasma tremendamente archetipico. Warlock è la ricerca di un futuro migliore, e l’impossibilità di sfuggire ad un destino inesorabile. Ho letto Warlock qualche mese fa, solo dopo averlo fatto ho scoperto l’esistenza di Ultima Notte a Warlock, film del 1959, diretto da Edward Dmytryk e sceneggiato dallo stesso Hall, che non è menzionato nelle info di copertina dell’edizione italiana. Ne ho chiesto la ragione a Tommaso Pincio, cinefilo appassionato e sensibilissimo, poichè penso che quell’informazione avrebbe accresciuto l’appetibilità del romanzo per un ignaro compratore; ecco la sua risposta:

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Mamma, ho visto un UGO! Oggetti Giganti Non Identificati


Colossal, Shin Godzilla, il Grande Gigante Gentile. A Monster Calls, Gulliver, Animali Fantastici, Kong. Le dimensioni contano, diffidate di chi dice il contrario. Siamo nel 2017, l’onda lunga delle Lezioni Americane è terminata da un bel pezzo. La prima lezione, diceva Calvino, è la leggerezza, che andava intesa come una sottrazione di peso, una ricerca analitica delle componenti minime del mondo, o del racconto. Lezione valida e applicabile alle differenti arti, solo che nel cinema qualcosa sta cambiando verso: da qualche tempo, dopo tanto minimal, sembra arrivata una stagione di maximal, dalla durata e dai confini ancora incerti. Si potrebbe obiettare che il franchise dei Transformers stesse lì già da un bel pezzo, a dimostrare il primato durevole della pesantezza e dell’oversize, ma a noi non interessano alieni e nemmeno metalli trionfanti, a noi interessano i giganti, in quanto creature colossali,  più o meno organiche, più o meno terrestri, dalle sembianze umane o vegetali o animali.

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Dikotomiko intervista Park Chan-wook!


In occidente sono “il regista di Old Boy”, e me ne dispiace. Ha avuto successo, certo, ma non credo sia il mio miglior film. Vorrei che il pubblico avesse la possibilità di guardare anche i film che non fanno parte della trilogia della vendetta. Per esempio, reputo Thirst superiore a Old Boy.  Park Chan-wook, aka Mr. Vendetta, titolo del primo dei film che compongono la trilogia insieme a Old Boy e Lady Vendetta. Una (non)trilogia che ha timbrato a fuoco il nome di Park sopratutto in Occidente, dove le visioni orientali sono sempre tardive, immobili, semplicistiche. A meno che non si è lettori di Nocturno, ovviamente. Qui il secondo nome del più grande regista coreano non è più Mr. Vendetta, ma

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