La Cura del Benessere. Oltre l’omeopatia c’è solo Gore Verbinski


Incesti, amori inconfessabili che lambiscono la pedofilia. E poi denti strappati, denti trapanati. Incidenti stradali, corpi martoriati, bruciati, devastati dalla vecchiaia. Animali mostruosi, predatori subdoli o vittime sacrificali. Torture fisiche, torture mentali e tanta, tanta allegoria. Come siamo strani noi spettatori, a volte basta uno solo di questi elementi per farci gridare al miracolo, se poi ce n’è più d’uno inquadriamo il genere, il gore, e ci mettiamo lì contenti, a battere le manine e a soffocare i gridolini di paura. Invece. Invece. Arriva un film che contiene tutti gli elementi pedissequamente elencati e noi spettatori ci permettiamo di ignorarlo, non di criticarlo, che si può e si deve, ma di ignorarlo, di abbandonarlo all’oblio della memoria collettiva. Questo è un crimine, sia chiaro a tutti, questo film non è solo gore, ma è di Gore, ed è una graditissima sorpresa. A Cure for Wellness, La Cura del Benessere, di Gore Verbinski.

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