Mi Gran Noche, ci meritiamo Alex de la Iglesia


La televisione italiana è un cadavere eccellente, nemmeno l’estorsione del canone a mezzo bolletta elettrica – come un defibrillatore – serverà a rianimarla. Vuota di contenuti, svuotata di idee, resta in quanto incubatoio virale, fucina di situazioni più o meno scabrose, più o meno esilaranti, da riproporre pedissequamente nell’universo mondo social. Sembra un paradosso, ma proprio la viralità indotta è, oggi, l’artificio che la rende centrale, media tra i new media. Quando poi succede, come è successo 3 mesi fa, che l’intera nazione, o quella parte di essa collegata alla pubblica rete ammiraglia, festeggi un Capodanno con conto alla rovescia in indebito consapevole anticipo, ci si accorge del fatto che la televisione può anche agire sul tempo, non fermarlo, ma determinarlo. Mi Gran Noche, di Alex De La Iglesia.

mi_gran_noche_cartel

Continua a leggere

Annunci

Alex De La Iglesia e i toporagni ballano la Macarena


Nella Spagna fascista degli anni 50, Dietro La Porta Chiusa, Two Sisters nell’Appartamento. Una appena diciottenne,  ne esce appena può, cercando di andare incontro alla vita e alla passione. Montse, la maggiore, dall’appartamento non esce mai, non è mai uscita, forse non ne uscirà mai. E soffre l’incalzante voglia di evadere di sua sorella. La vessa, la mena, la opprime. E’ agorafobica, tossicodipendente dalla religione e dalla morfina, chè i fantasmi da tenere a bada son tanti. E’ lei a trascinarsi dentro il peso della storia indicibile della famiglia, che è intuibile dopo pochi minuti di film, ma viene svelata a poco a poco, frammento per frammento, come gocce di sangue che cadono ritmicamente su un fazzoletto di seta immacolato: il dolore della ferita lo conosciamo, ma la macchia rossa che si allarga fa sempre il suo effetto.  Un perfetto psicothriller condominiale, ed è solo l’inizio. Musarañas si trasforma in un horror furioso e sfrenato. Qualità garantita: produce un certo Alex De La Iglesia.

musa1

Continua a leggere

Dikotomiko è in Nocturno


Durante il viaggio, illuminati dalla nera luce della gloria, abbiamo posto le nostre sudicie menti al servizio di Nocturno, che è Verbo, Principio e Fine sul cinema In Italia. Un nostro pregiatissimo scritto è scaturito, indotto dalle maliarde di Rob Zombie e dalle fattucchiere di Alex De La Iglesia, contenuto nella mirabile raccolta Il Sesso della Strega e dato alle vendite nel Marzo di codesto anno.

dossier

A voi, che proditoriamente avete eluso il necessario acquisto, va tutta la nostra esecrazione. Nondimeno, per immane magnanimità, provvediamo a riprodurvelo qui di seguito, all’apice del nostro narcisismo:

 

Attraversiamo ere di fantasmi, …

Continua a leggere

We Saw The Devil, again


We Saw the Devil – Visioni Differenti

Villa Roth Occupata – Bari

Le Fucine dell’Eco – Matera

Domenica 17 novembre 2013

Imprevedibile come la sorte, inesorabile come la primavera, invocata come la pioggia.

We Saw the Devil è tornata a colpire l’immaginario popolare, materializzandosi nuovamente all’interno del csoa Villa Roth Occupata, da qualche tempo nel centro di parecchi mirini strabici, ma che indomito continua a svolgere il suo prezioso ruolo socio(contro)culturale.

muertos image

L’alone di mistero che circonda We Saw the Devil powered by Dikotomiko è divenuto leggendario, quando attendibili e neuroattivi testimoni hanno giurato di averla vista, nello stesso momento, a Matera !

matera 1

Ubiquità o clonazione ? Sticazzi. Il ghigno diabolico che è ormai scolpito sul nostro non-volto è l’unico indizio che voi umani avrete mai, e su quello dovrete costruire le vostre inutili indagini e teorie più o meno spaventose.

Comunque.

A Villa Roth la seconda apparizione ha avuto un pubblico ancora più numeroso, e non daremo cifre per non mandare in crisi gli abbecedari della questura. Muertos de Risa, capolavoro del nostro amico Alex De La Iglesia (cliccate qui per una sua breve monografia), ovviamente inedito in Italia,è piaciuto molto a tutti i fortunati presenti, che a fine proiezione hanno rilasciato le seguenti brevi testimonianze (almeno quelli in grado di tenere in mano un pennarello):

villa roth1

Ci son volute diverse birre per mandare giù il diabolico/irresistibile mix di zucca e melanzane sott’olio-e-tanto-sale preparato dalle Rothine, ma le immagini del film ben si addicevano all’elevato tasso alcolico presente in sala come uno spettatore in più.

Da Matera, invece, dove umani e umanoidi  hanno assistito a Countdown, sono pervenuti  pareri freddini. Le dichiarazioni riportano una parziale delusione per la banalità della trama e il moralismo di fondo della vicenda. Il taglio delle immagini e la fotografia hanno invece fatto rialzare le asticelle di gradimento, salvando il giudizio globale del film ma condannandolo ad una anonima sufficienza.

Dikotomiko si sente pungolato, quindi, e stimolato a conquistare il gusto dei ragazzi di Matera con le prossime proiezioni.

In attesa di allargare i nostri orizzonti di conquista, e piantare lo stendardo di Dikotomiko nel culo di ogni angolo di mondo,  salutiamo tutti cordialmente.

La Revolucion De La Iglesia


Viviamo nell’ombra, polli di batteria in capannoni roventi, il ventre gonfio di mala informazione e cultura putrescente.

pollibatteria

Là fuori c’è un regista.

I nostri eminenti critici lo chiamano “Il Re del Kitsch”, “il Maestro del Cattivo Gusto”.

Che imbastisce spettacoli fantasmagorici, una mirabile sequela di visioni oniriche ed immagini eretiche.

E noi niente, diamo la colpa alla distribuzione italiana, perché ciò che non è in sala non si vede.

Sto parlando di Alex De La Iglesia . Continua a leggere