Terminator Genisys, anzi, Terminator Re-Arniemator


Il futuro non è scritto, dovrei saperlo bene alla mia veneranda età, invece continuo a trastullarmi con il determinismo, credo ancora in una forma laica di consequenzialità tra azioni e reazioni, questa stessa intemerata causalità cerco di trasmettere a mio figlio D., raggiante nei suoi 5 anni d’età, promettente virgulto cinefilo, incurante di un evento accaduto pochi giorni or sono che avrebbe potuto cambiare la mia e la sua vita per sempre – spezzandola, fermandola, trasmutandola – invece è semplicemente passato, archiviato, come archiviato, a 12 ore dall’avvenuta visione, è questo Terminator Genisys di Alan Taylor, incapace di attaccare il podio 2015 di D., in cui troneggiano il prodigioso Humandroid, il rassicurante Jurassic World e l’inopinato Tomorrowland.

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Inside Out. Qui si fa la storia del cinema.


Le tre gemelle della precrimine, immerse nell’amnio della precognizione, vedevano pensieri di morte coagulantisi in pallocciotti, grosse biglie di vetro con dentro fatti, azioni, emozioni. Biglie di vetro come archetipi cinematografici, con dentro la Rosebud emozionale di Orson Welles per esempio, magici come la tradizione da cui scaturiscono, il mito della sfera di cristallo, la visione veggente. Biglie che contengono dimensioni spaziotemporali altre, del passato o del futuro, morte e vita, l’occhio sfera biglia delle streghe cieche in Scontro di Titani del 1981. Il discorso rischia di rotolare fuori dai binari, il riferimento iniziale di questo post è a Minority Report, a Dick quindi a Spielberg, un tempo  il più grande acchiappasogni del mondo occidentale, oggi non più, nel ventunesimo secolo è Pete Docter il più grande. Inside Out, tutti in piedi, scroscino le risate, scorrano le lacrime.

Inside out

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The sound of my voice. Dikotomiko è in podcasting!


Il tempo è arrivato. Dopo una lunga, estenuante, interminabile negoziazione con la Hugmented Inc, Fantascienza in Podcasting, dikotomiko caro vostro ha acconsentito a rivelarsi, anche per mettere a tacere le voci infingarde sulla sua reale ontologica immanente esistenza. Non un’epifania, ma un’annunciazione: una delle nostre voci, in podcasting, a parlare liberamente e dissennatamente di viaggi del tempo, di film memorabili e di visioni delebili, nel solito lungo, estenuante, interminabile fiume di parole. Cliccate sull’immagine, crogiolatevi nella intro, andate al minuto 28 e buon ascolto!

riscrivere il tempo

Clicca sull’immagine, vai al minuto 28 e ascoltaci in podcasting!

Salutiamo l’amico Cooper, CEO Multiglobal di Hugmented Inc, la mente di questo progetto che cambierà i destini del mondo.

 

Big Hero 6. Il futuro non è mai stato così morbido


Prendete la matita e disegnate un bel pupazzone, che sembri allo stesso tempo di neve e della Michelin. Fatto ? Prendete poi della gomma vinilica e caricatela nella stampante 3D. Fatto?  Stampate il pupazzone e aggiungetegli intorno una squadra di ragazzacci e ragazzacce dal cuore d’oro. Fatto? Prendete un cattivo e copritegli il volto con una maschera kabuki. Fatto? Ora, ultima e più importante delle cose da fare, prendete la città più americana che c’è, giapponesizzatela e ambientateci la vostra storia. Fatto? Bene, ora anche voi avete costruito Big Hero 6, l’ultimo imprevedibile capolavoro della Disney.

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