Coherence. Uni, nessuni, centomili


 

Tutti con il naso all’insù e un sorriso ebete, sta passando una stella cometa! Tutti voi, non io: io ho visto Coherence e se dovessi anche solo sentir parlare dell’imminente passaggio di una stella cometa, correrei ad incatenarmi al termosifone. Vi consiglio di fare lo stesso, magari con altri termosifoni.  Se non mi date retta e le cose dovessero comunque andare a rotoli, se non riuscite più a ritrovare la strada di casa, beh, allora tornate a rivolgere il nasino all’insù e lo sguardo al cielo, possibilmente senza sorriso ebete. Guardate ancora la stella cometa, e usatela come bussola per tornare al punto di partenza, per tornare a casa. Potrebbe funzionare. Sempre che quella stella cometa sia la stessa di prima.

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Interstellar. Space is the place


Geometrie Riemanniane, tensori metrici, distorsioni gravitazionali, dilatazioni spazio-temporali… e poi, l’equivalenza tra forza gravitazionale e forza d’inerzia che si fa carne, si fa cinema, si fa bit, si fa informazione, si fa anima, è l’anima mundi di Jung, è l’immensa onda anomala che in un immaginario onirico travolge la mente che, superando il materialismo, dischiude i nuovi orizzonti, un’onda che ci fluidifica trasmutandoci in esseri penta-dimensionali e ci fa rinascere come nuova specie, che sopravvive e si evolve, ma in realtà non è altro che la proiezione del mistero assoluto, eterno, ma vitale, che si perpetua fin dalla notte dei tempi, come un famelico divoratore di bit, di informazione, di esperienza, di consapevolezza: se Dio esiste è eterno, ma non immutabile, egli è come un bambino che apprende, cresce e poi muore, sempre!

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Interstellar. Cabin crew prepare for take-off


Una fattoria, una famiglia, i campi di granturco, la provincia americana. Testimonianze di vecchietti che sembrano tratte da un documentario che ricostruisce avvenimenti lontani nel tempo, che potrebbero risalire agli anni 30. Una jeep che sfreccia in mezzo a campi di granturco, inseguendo un drone che vaga nel cielo: citazione Hitchcockiana, certo, ma capovolta. I nostri piedi ignari sono convinti di poggiare su una terra rassicurante e familiare. Potrebbero essere gli anni 70, potrebbero essere gli anni 90. Una manciata di minuti e la terra comincia a franare, sgretolarsi e rivelarsi, sottraendoci certezze, sfilandole da sotto i nostri piedi.

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X-men: Giorni di un futuro passato


Tutto passa, tutto scorre, in alto i cuori, stiamo per voltare pagina, prepariamoci a dimenticare Christopher Nolan ! Ecco, siamo ancora disposti a sorbirci 140 lunghissimi minuti di film post batmaniano, ma vogliamo stare lontani dallo stress, perché c’è la crisi ed il mondo ha sempre bisogno di eroi che risolvano i problemi, non di eroi dimidiati, depressi, deturpati.

Sono Wolverine, risolvo problemi.

Non vi piace Wolvie ? Nessun problema, scegliete il mutante che fa per voi, quello barbuto o quello monocolo, quello raggelante o quello focoso, quella medianica o quella meteorica.

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HardCore non si comanda


Don Jon

Joseph Gordon-Levitt

2013

Faccia perfetta, ottimi ruoli (sopratutto con Christopher Nolan), Joseph Gordon-Levitt è uno dei nostri attori preferiti di questo scorcio di secolo. Passa dietro la macchina da presa, scrive e dirige una pungente pellicola camuffata da commedia, in realtà analisi impietosa e profonda dei rapporti tra sessi,  con la nefasta onnipresenza dei media a generare nevrosi e ossessioni sempre nuove.

Si si, come no.

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