Top Ten 2014. I migliori film dell’anno, secondo Omiko


Ci abbiamo provato, giuro. Seduti allo stesso tavolo, due fogli, due penne, due sorrisi distesi e le migliori intenzioni: la volontà di stilare una classifica sola, mettendoci d’accordo, c’era davvero. Dopo trenta secondi la mia penna era quasi del tutto scomparsa nella narice destra di Dikot, che non so come continuava a mordermi il cuoio capelluto. Ed eravamo solo alla decima posizione. A pensarci adesso, mi pare effettivamente poco realistica l’idea di una classifica comune alle due mezze entità di un blog che si chiama Dikotomiko. Ad ognuno la sua, quindi.

dikotomika

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Venghino signori, venghino!


Adesso ormai è vecchio: ha quasi nove anni. Ma io ho la fortuna di avere un amico che capisce le mie battute ironiche sin da quando aveva quattro anni. E ride. E’ un’eccezione, lui è speciale. Sono pochi in realtà i bambini che capiscono l’ironia. E’ frustrante, anche se quasi inevitabile, vedere una faccia di bimbo impassibile dopo che io ho elaborato e declamato una battuta con l’unico scopo di farlo ridere. Dovrebbe essere più allarmante incontrare un adulto che non coglie l’ironia, però paradossalmente non mi allarma affatto e neanche mi frustra, ma questa è un’altra storia.

bimbaa

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Sion Sono, il noir e i pesci tropicali


“Dovrebbero darmi la medaglia d’oro per l’omicidio” dichiarò Sekine Gen, che con sua moglie Hiroko Kazama ammazzò almeno 4 persone. I due gestivano un negozio di cani di razza nei primi anni novanta a Tokyo, e nei ritagli di  tempo avvelenavano con la stricnina,  smembravano, riducevano a pezzettini e quindi davano in pasto ai pesci i resti delle loro vittime, senza dimenticare di bruciare le ossa e quindi spargere le ceneri al vento. Le vittime diventavano invisibili, e Sekine si sentiva inafferrabile.

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