Inside Out. Qui si fa la storia del cinema.


Le tre gemelle della precrimine, immerse nell’amnio della precognizione, vedevano pensieri di morte coagulantisi in pallocciotti, grosse biglie di vetro con dentro fatti, azioni, emozioni. Biglie di vetro come archetipi cinematografici, con dentro la Rosebud emozionale di Orson Welles per esempio, magici come la tradizione da cui scaturiscono, il mito della sfera di cristallo, la visione veggente. Biglie che contengono dimensioni spaziotemporali altre, del passato o del futuro, morte e vita, l’occhio sfera biglia delle streghe cieche in Scontro di Titani del 1981. Il discorso rischia di rotolare fuori dai binari, il riferimento iniziale di questo post è a Minority Report, a Dick quindi a Spielberg, un tempo  il più grande acchiappasogni del mondo occidentale, oggi non più, nel ventunesimo secolo è Pete Docter il più grande. Inside Out, tutti in piedi, scroscino le risate, scorrano le lacrime.

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