Zootropolis, where the streets have zoo names


Viviamo tempi di implosione urbana, il mondo consegnatoci dai palazzinari è un oltraggio al decoro, il putrìo canceroso delle periferie suppura i centri storici, restiamo chiusi nei nostri cubicoli, ammorbati da deiezioni canine, coperti da sudari di polveri sottili, rintronati da decibel intollerabili. Città come prigioni, metropoli come discariche, poi arriva la Disney, segnatamente quel gran genio di John Lasseter, e ritorna Utopia, la madre di tutte le città invisibili. Zootropolis, di Howard-Moore-Bush.

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Ant-Man, il minimegamondo Marvel


370 milioni di dollari già incassati con una distribuzione mondiale ancora lungi dall’essere ultimata, l’uscita nelle sale nippocinocoreane è prevista solo a Settembre. In molti ci avevano sperato, tra questi anche noi, gufi del capitalismo censorio disneyano, ma ancora una volta si resta tutti con un pugno di mosche in mano, anzi, un pugno di formiche, volenti o nolenti Marvel rules, e chissà che questo sia davvero il Male. Ant-Man, di Peyton Reed.

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Inside Out. Qui si fa la storia del cinema.


Le tre gemelle della precrimine, immerse nell’amnio della precognizione, vedevano pensieri di morte coagulantisi in pallocciotti, grosse biglie di vetro con dentro fatti, azioni, emozioni. Biglie di vetro come archetipi cinematografici, con dentro la Rosebud emozionale di Orson Welles per esempio, magici come la tradizione da cui scaturiscono, il mito della sfera di cristallo, la visione veggente. Biglie che contengono dimensioni spaziotemporali altre, del passato o del futuro, morte e vita, l’occhio sfera biglia delle streghe cieche in Scontro di Titani del 1981. Il discorso rischia di rotolare fuori dai binari, il riferimento iniziale di questo post è a Minority Report, a Dick quindi a Spielberg, un tempo  il più grande acchiappasogni del mondo occidentale, oggi non più, nel ventunesimo secolo è Pete Docter il più grande. Inside Out, tutti in piedi, scroscino le risate, scorrano le lacrime.

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Tomorrowland, il futuro scritto dai vincitori


A volte mi fermo a pensare quanto futuro mi sono lasciato dietro, e quale. In un momento della mia esistenza qualcuno o qualcosa ha rivoltato la clessidra senza che me ne accorgessi, si può dire anzi che la mia consapevolezza vada ancora costruendosi granello dopo granello, materiale, irreversibile. Lo spettro delle possibilità ha cambiato aspetto, non è più la speranza il mio combustibile, è la redenzione, ammirate me che passo. Tomorrowland, di Brad Bird.

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Spiderman, Marc and The Magnificent Six


Spiderman mi ha quasi folgorato, anzi, forse sarebbe più appropriato dire che Electro mi ha quasi folgorato, chè la folgore è una sua specialità, invece potrei essere catturato, o impigliato, da Spiderman, così come potrei essere attratto da Magneto, incupito da Batman, colpito da Thor, schiacciato da Hulk, e via di seguito.

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Il fatto è che la regia di Marc Webb funziona alla grande, esaltando non rinnegando le sue origini di affermatissimo regista di videoclip attraverso visioni tecnopop su una colonna sonora eccelsa, dove Hans Zimmer si accompagna a pezzi in libera uscita dagli Smiths, dagli Incubus, a ceffi come Junkie XL, Andrew Kawczynski, Steve Mazzaro, Pharrel Williams proprio lui. The Magnificent Six, come ho modo di  spiegarvi in ROMM (Random On line Music Moviements), la nuova – cliccate dai – bellissima rubrica crossmediale  che curo per il sito filmtv.it a partire da oggi.

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Pennuto Blu, aka Rio 2


In principio fu José Carioca, personaggio disneyano dimenticato da noi ma molto noto in patria con il nome di Zè Carioca. Pappagallo coloniale o colonialista, panama in testa e cubano nel becco, smaliziato e viveur, accompagnava Paperino in Saludos Amigos e ne I Tre Caballeros, film prodotti dalla Disney come parte della politica di buon vicinato con l’America Latina su committenza del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America. Ne sono passate di piume sotto i ponti, e oggi il protagonista di Rio 2, dopo i fasti del 2009, è ancora Blu, premio Oscar nella categoria Nome Più Banale per un Animale, ex aequo con Black Fido Pussy e Micio. Blu sembra la trasposizione fumettistica dell’indimenticabile Furio Zòccano di Bianco Rosso e Verdone: pedante, apprensivo, pigro, iperansioso. In antitesi, la mogliettina Jewel è l’opposto della Magda verdoniana: solare, risoluta e anche un po’… frivola. Il film si trascina sul rapporto tra i due come una commedia slapstick di medio livello, privo di una vera sceneggiatura.

Moving on the floor now babe you’re a bird of paradise
Cherry ice cream smile I suppose it’s very nice
With a step to your left and a flick to the right you catch that mirror way out west
You know you’re something special and you look like you’re the best

(Rio, Duran Duran. 1982)

Rio 2

Carlos Saldanha

2014

Leggi la recensione completa su Cinemio.it

Welcome to the amazing DisneyWar


Escape from Tomorrow

Randy Moore

2013

Walt Disney, ai tempi del maccartismo, faceva il delatore per la FBI, rovinando la carriera di registi e sceneggiatori accusati di komunismo. E’ tutto vero, leggete qui.

I fumetti ed i film Disney hanno devastato l’immaginario dell’Occidente, il cartoon dei 3 Porcellini, ad esempio, gronda di antisemitismo, razzismo, classismo. E’ tutto vero, leggete qui.

I film animati Disney sono zeppi di messaggi subliminali a sfondo sessuale, devastano l’immaginario dei nostri bimbi che manco i fotogrammi fantasma di Tyler Durden in Fight Club. E’ tutto vero, guardate qui.

bianca_bernie_max

La Disney è il Male Assoluto. Come Mac Donald, solo che puzza di meno.

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