The Chronicles Of Evil. Il caro, vecchio, solido thriller coreano


Con più di due milioni di biglietti staccati, 700.000 solo nel primo weekend, è stato il film più visto nelle sale coreane nel mese di maggio di quest’anno, dopo Avengers: Age Of Ultron e Mad Max: Fury Road. Il merito, oltre al sempre valido passaparola, va ad un cast di tutto rispetto: i volti sono familiari anche da queste parti, e lo sono maggiormente a chi ha presenziato alle gloriose giornate de I dispersi verso Oriente. Il protagonista, poliziotto della omicidi sulla via trionfale di una imminente promozione, è Son Hyun-joo, che abbiamo ammirato in Secretly, Greatly e Hide And Seek. Nella sua squadra spicca il detective Oh, che ha il riconoscibilissimo volto di Ma Dong-seok, visto di recente in Kundo: Age of Rampant, ma che tutti ricorderete incazzato nero in One On One di Kim Ki-duk. Il ruolo chiave è però quello assegnato al giovanissimo teen tv idol Park Seo-joon, 26enne al suo debutto cinematografico, l’ultimo arrivato nella squadra omicidi, l’allievo devoto, la mascotte benvoluta da tutti i colleghi.

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Attenti ai segni degli zingari sui citofoni!


Nel primo weekend di programmazione (a ferragosto, tra l’altro) Hide And Seek ha totalizzato 1.350.000 spettatori, ha raggiunto un sorprendente settimo posto nella classifica dei film più visti in Corea nel 2013, più di 37 milioni di dollari incassati. Regista esordiente, basso budget, assenza di star. Come si spiega questo successo?

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E’ un thriller che cattura e appassiona lo spettatore dal primo minuto fino ad un catartico finale? No, no. Anche se lo fosse, il successo è causato da qualcosa di completamente differente. Qualcosa che ne decreterebbe il successo assicurato se il film fosse distribuito anche in Italia, e magari sponsorizzato dalla Lega Nord.

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