Yoga Hosers. We need to talk about Kevin. Smith.


Datemi una parola, e vi racconterò un mondo. La parola di oggi non ci appartiene per via di madrelingua, arriva a noi da lontano e volentieri si presta ai nostri obblighi di fratellanza. La parola è: talkative. Concisa, precisa, decisa. Adesso potrei inondare la pagina di numerose traduzioni, eterogenee ma tutte calzanti, potrei banalizzare la vox media estrinsecando accezioni negative e positive. Talkative può infatti significare verboso, o ciarliero, loquace, o chiacchierone, parolaio, o, in fondo in fondo, garrulo. Come spesso accade con la lingua inglese, un aggettivo è come una cellula dormiente, pronta a scatenare la sua pregnanza esplosiva in presenza del giusto contesto. Parlando di cinema, invece, non occorre estrinsecazione alcuna —  talkative ha un unico vero significato: Kevin Smith.

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Black Mass. Chiamate l’Esorcista!


Su Wikipedia c’è una ricchissima pagina dedicata a James Joseph “Whitey” Bulger Jr., che tra gli anni settanta e ottanta è stato il boss della mafia irlandese di Boston. Aveva un fratello senatore, è stato per dodici anni nella top ten dei ricercati dall’FBI – appena sotto Bin Laden -, e proprio dell’FBI è stato informatore ai danni della mafia italiana. E’ una lettura consigliata agli appassionati di storia criminale e intrecci loschi, che ripercorre la carriera criminale di Whitey, i suoi metodi viscidi, il traffico di droga, gli omicidi e i rapporti con l’I.R.A. E anche qualche aneddoto curioso: nell’estate del 1991 Whitey e tre suoi amici si ritrovano per le mani il biglietto vincente della lotteria dello stato, venduto in uno dei suoi negozi! Insomma, una lettura interessante e avvincente, che può durare dai dieci ai dodici minuti. Nel film Black Mass i minuti significativi sono invece 0,5: il tempo necessario a scorrere con gli occhi le quattro frasi in croce che appaiono alla fine della pellicola. Eppure Johnny Depp al box-office non apriva con un weekend così positivo da quattro anni,  allora furono i Pirati dei Caraibi a riscuotere cotanto successo. Per uno che becca 20 milioni a film, non è comunque una buona media.

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Che amore il tricheco, gli manca solo la parola


Bisogna buttare fuori almeno un milione di parole prima di scrivere qualcosa di veramente buono, lo diceva Truman Capote. Io invece conosco qualcuno che dagli esordi butta fuori miliardi, fantastiliardi di parole con risultati spesso miracolosi, sempre sorprendenti. Sto parlando di Kevin Smith, Mister Clerks, e del suo Tusk, ode alla forza ed alla significanza delle parole.

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Stop that train !


The Lone Ranger

Gore Verbinski

2013

Tanto tanto tempo fa, in un Paese lontano lontano chiamato Selvaggio West, ci stava tanta gente di tutte le razze.

C’erano gli Indiani, che si chiamavano Pellirossa, che si chiamavano Nativi Americani, che venivano sterminati con impegno e abnegazione.

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Ci stavano i Cinesi, moltissimi e silenziosissimi, che si spezzavano la schiena e morivano a sciami per costruire la ferrovia.

Ci stavano i cittadini dei nuovi Stati Uniti d’America, freschi freschi di indipendenza, e questi si dividevano in: Continua a leggere