The Wolf. Of. Wall Street.


Parte 3: Hello Darkness, my old friend

The Wolf of Wall Street

Martin Scorsese

2013.

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Chè uno degli archetipi è il buddy movie, la storia con 2 protagonisti, siano essi amici, o fratelli, o tanto nemici da diventare amici, o padre e figlio modernamente intesi. Il buddy movie è universale e travalica i generi, noir,  commedia, western, indie.

Buddies, comunque maschi.

Così, per esemplificare, a braccio cito: Johnny Utah e Bodhi, Trinità e Bambino, Stanlio e Olio, Saetta e Cricchetto, Django e Schultz, Bruno Cortona e Roberto Mariani, Joe e Jerry, Bob e Wilbur, Tango e Cash.

La sottotraccia di ogni buddy movie è un sospetto, il Sospetto, di omosessualità, che il Maestro Billy Wilder, preoccupato fosse troppo sottotraccia per lo spettatore medio, ammesso che esista (lo spettatore medio), ha esplicitato nella più celebre delle battute: “beh, nessuno è perfetto!”, e così sia.

Lo stesso non si può dire delle coppie al femminile: il mito fulgido di Thelma e Louise dimostra quanto sia eccezionale e irripetibile una pink buddy story (Frances Ha, una minimal pink buddy ? Naaa, è robetta). Ne ignoro l’arcana ragione, credo possa riguardare l’alterità dell’archetipo Donna, Madre o Amante piuttosto che Sorella o Amica.

La chiave del buddy è la passione, svuotata dell’eros: è l’interesse comune. Se questa passione è la droga, siamo nel territorio del Drug Buddy Movie, siamo dentro The Wolf of Wall Street.

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The Wolf of Wall Street


Parte 1: Lupofania

The Wolf of Wall Street

Martin Scorsese

2013.

All’origine dell’empatia ci sono i neuroni specchio, e gli studi sui neuroni specchio sono cominciati negli anni 80.

Da Wikipedia: “i neuroni specchio sono una classe di neuroni che si attivano quando un animale compie un’azione, e quando l’animale osserva la stessa azione compiuta da un altro soggetto.Attraverso studi di risonanza magnetica, si è potuto constatare che i medesimi neuroni attivati dall’esecutore durante l’azione, vengono attivati anche nell’osservatore della medesima azione.

Ulteriori indagini estese agli esseri umani non solo hanno confermato le attività neuronali sulla base di studi di neuroimmagine, ma hanno anche condotto a concludere che tali neuroni vengono attivati anche nei portatori di amputazioni o plegie degli arti, nel caso di movimenti degli arti, nonché in soggetti ipovedenti o ciechi.”

Paralizzato sulla poltrona, occhi come spugne selettivamente permeabili, guardo il Lupo e i miei neuroni specchio si accendono uno dopo l’altro, nemmeno uno resta inerte, penso, sto guardando un film grandioso, superiore alle pur altissime aspettative, e pericoloso, molto pericoloso, perché io, all’apice dell’attivazione dei miei neuroni, vorrei essere il Lupo, e so che potrei, so che posso, yes I can !

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