Pet Sematary, di Mary Lambert. Mai dire Maine!


I made it through the wilderness, somehow I made it through, didn’t know how lost I was, until I found you. Che tradotto al maschile suona così: Sono passato in zone selvagge, in qualche modo ce l’ho fatta, non sapevo quanto fossi perso, finché ti ho trovato. Le terre incognite, la ricerca, l’amore, la follia.E’ la intro, è l’incipit che vale un decennio, gli anni 80; è la prima strofa di Like a Virgin, Madonna sings. uno dei primi videoclip della storia: lei, tutta croci catene e cinghie, eternata mentre canta serpeggiando, in su una gondola tra i canali di Venezia. A dirigerla una donna, Mary Lambert, l’artefice delle prime rappresentazioni metamorfiche di Nostra Signora del Pop: è Lambert che dirige Borderline, poi Like a Virgin, Material Girl, La Isla Bonita, Like a Prayer. Da Madonna agli Eurythmics, Janet Jackson, Whithney Houston and so on. Tanto glitter che scende su tanti freak impazziti. Fino al cinema, il cinema vero, quello prodotto dalla Paramount. E’ il 1989, Lambert è colei che gira Pet Sematary, tratto dall’omonimo capolavoro di Stephen King. Lo gira con il placet del Re (o dello Zio), che sulla scelta del regista si riserva diritto di veto. Perché proprio Lambert?

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