True Detective, Season 2 Premiere. We get the world we deserve.


Halleujah, si comincia, Leonard Cohen canta Nevermind. La voce di Leonard Cohen, il miracolo, è come se John Wayne leggesse i testi dell’Antico Testamento, hanno detto. Nevermind, scissa in Never Mind, nasce poema breve, pubblicato per la prima volta nel 2005 sui Leonard Cohen Files, fanzine in cui il guru usa condividere e comunicare con gli adepti, poi editato nella raccolta di poesie Book of Longing. Nevermind, congiunta in Nevermind, diventa canzone nel 2014 ed è inclusa nella raccolta 2014’s Popular Problem. The story’s told, with facts and lies, I had a name, but nevermind.

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Forgotten Tales of Arkansas


Mud non è compatibile con la società. Sta bene da solo, è a suo agio se deve nascondersi e arrangiarsi, solo con la natura. Quando è costretto dagli eventi a compiere una breve incursione in città, la sua espressione tradisce il disagio,  non ci resta un minuto più del necessario. Corre via, verso il rifugio della solitudine, a cercare la compagnia delle placide acque del fiume che cullano i suoi pensieri e i suoi desideri.

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Mud non si lava da un bel po’, possiede solo una camicia ed una pistola, ed entrambi gli oggetti servono a proteggerlo, o così crede. Mud ha mani forti e capaci e piedi ben piantati sulla terra, ma testa e cuore vivono tra le nuvole. E’ capace di costruire, riparare, accendere fuochi contro gli spiriti cattivi, sopravvivere. Ma il suo cuore è troppo puro per vivere in mezzo agli uomini senza scontrarcisi e farsi male. Cuore puro come un’adolescente ansioso di conoscere l’amore, quello vero.

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Non quello dei suoi genitori, in procinto di separarsi. L’amore vero, quello puro, è l’amore non corrisposto. O quello non contaminato dalla maturità. L’amore vero è il primo, che non conosci e ti inebria. E resta puro finche non viene ammorbato dalla gelosia, dalla passione, dal sesso. Poi si trasforma, e diventa un bene deperibile. Oddio, mi sembro Lars Von Trier.

Mud

Jeff Nichols

2012

Buffo, no? Viviamo in un’epoca nella quale un film semplicissimo, accessibile a chiunque, individuabile come “classico” dopo pochi minuti di visione, diventa per l’industria cinematografica uno scomodo oggetto inclassificabile. Tanto che arriva nelle sale statunitensi dopo un’anno dalla sua presentazione a Cannes. E l’oggetto inclassificabile incassa oltre due milioni di dollari nel suo primo weekend di programmazione.

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C’è l’arte di raccontare le storie, in Mud, le stesse storie che si raccontano da sempre attorno ad un fuoco. C’è Stand by me, ci sono Huck Finn e Tom Sawyer. E’ lungo il Mississippi, sponda Arkansas, che i due ragazzini crescono. Tra genitori divorzianti, pesca di conchiglie, isolotti da esplorare, ragazze di cui innamorarsi. E fuggitivi carismatici e misteriosi con il volto di Matthew McConaughey. Il tipico cattivo maestro di cui resterebbe affascinato qualsiasi adolescente. Oltre a Matt, nel cast giganteggia l’enorme Sam Shepard e compare una bionda nel ruolo di una bionda, Reese Whiterspoon.

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Non è solo un film de regazzini, e non è un thriller nonostante la caccia all’uomo. E’ una storia, piccola e americana. E come tutte le storie piccole e americane, diventa una storia epica ed universale, basta solo un pizzico di talento nel raccontarla. E Jeff Nichols ne ha.

True Detective. The road to Carcosa


Il 2014 pareva essere un anno come tanti, di transizione, si dice in questi casi, di passaggio oppure, ma da dove e verso dove non è dato sapere. Invece, con la stessa deterministica inesorabilità del sempiterno ritorno della primavera, il 2014 è diventato un anno fondamentale, perchè HBO ha messo in onda True Detective, la serie TV che sovverte definitivamente i canoni di serie e di TV.

Cominciamo:

Rise of TV Series

Grazie alla pay tv ed all’internet benedetta, i canali si sono moltiplicati con la stessa velocità di un tumore: la TV è sempre con te, un canale per ogni gusto, c’è  il canale per chi va a cavallo, per chi si schianta contro un muro, per chi non guarda la TV, poi, dopo questa esplosione e compulsione, come poveri ultracorpi i canali hanno cominiciato a perire, svuotati dall’interno. Perchè mezzi senza contenuti. Allora i kugini amerikani, che stupidi a volte non sono, hanno riversato la loro potenza di fuoco sulla produzione di quei contenuti, e giù una bulimia di serie TV per tutti i gusti, saghe epiche, comiche, tragiche, decameroniche, orrorifiche, e ancora e ancora, e ancora. Produzioni milionarie avallate da uno specifico commitment industriale, rivolte dronicamente alla conquista dello share, legate al mezzo\canale da cordoni analogico\ombelicali.

Poi, un bel giorno, Matthew e Woody decidono di fare da sè, e si autoproducono una serie che orbita attorno ai loro mondi, preso un regista in parte Carneade e uno sceneggiatore in toto Carneade. Per il potere concesso su di loro come Dei del loro mondo, Matt e Mick diventano True Detectives.

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Vediamo nel dettaglio:

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The Wolf of Wall Street again.


Parte 2: Fear and Loathing in Wall Street

The Wolf of Wall Street

Martin Scorsese

2013.

Prima la coca, poi i sedativi, poi di nuovo la coca, ancora coca, poi di nuovo sedativi. Bipolarismo, alternanza e dikotomia: non è previsto altro stato psicofisico che non sia ipereccitato o sedato come un cavallo, Leo Di Caprio/Jordan Belfort non potrebbe reggersi in piedi altrimenti, proprio come Homer Simpson alternava eccitanti e calmanti in una puntata memorabile.

Perchè questo è un cartoon drogato. E’ una commedia estrema esilarante, la cui vetta assoluta (legata a doppio filo con il cultissimo di Terry Gilliam) è raggiunta quando gli effetti del Lemmon 714 tardano a farsi sentire, allora Jordan e l’altrettanto suo sciroccato socio ne assumono in quantità industriali, dopodichè

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Fine cura mai


Dallas Buyers Club

Jean-Marc Vallée

2013

“Grazie per l’AIDS creato in laboratorio”

(dalla preghiera per il Giorno del Ringraziamento di William Burroughs)

Nei primi anni 80, quando il virus non aveva ancora un nome, sui giornali statunitensi si sprecavano definizioni fantasiose che manco al bar dello sport:

-Gay compromise sindrome

-Immuno-deficienza gay-correlata

-Cancro dei gay.

In Italia, il ministro della Salute Carlo Donat-Cattin vietava l’uso della parola profilattico nelle campagne di informazione, per evitare di spiegarne l’uso nelle scuole.

Nel 1987 compariva il primo farmaco a tempo di record, e i maligni come me pensano che fosse pronto prima dell’individuazione del virus.

Nonostante effetti collatterali pesantissimi, rallentava la sindrome, pertanto la conseguente psicosi di massa ne rese difficile l’erogazione. Al punto da scatenare disordini, caos, e la nascita di un mercato paralleloContinua a leggere