The Neon Fetish, parte III: Italia si, Italia no, Italia Fetish


Lucia/Charlotte Rampling in divisa nazista con le bretelle a coprirle i capezzoli: è d’obbligo iniziare con questa immagine, tra le più forti e indelebili dell’intera storia del cinema italiano. Un’immagine spesso richiamata alla memoria – oltre che da troppi film – da ben più innocue sfilate di moda chic, che poi altro non sono che un teatrale incoraggiamento all’eterno fetish dell’abito o dell’accessorio. Subito dopo Il portiere di notte viene il Felliniano Casanova che fa sesso con una bambola meccanica, una scena ipnotica, morbosa e potentissima. Al terzo posto potrebbe piazzarsi Bianca di Nanni Moretti, ricchissimo di connotati fetish: sia il film che il protagonista Michele rappresentano una sorta di campionario di ossessioni e feticci, dallo schedario di tutte le coppie conosciute al feticismo per le scarpe, dal vasetto gigante di Nutella al liceo intitolato a “Marilyn Monroe”. E sono tantissime anche le citazioni cinefile, Hitchcock innanzitutto ma anche Truffaut, che nel contesto surreale e grottesco (di quello che alla lunga è il miglior film di Moretti) finiscono per cristallizzarsi, guardacaso, proprio in feticci.

portiere

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Muoiono solo gli stronzi: Mario Monicelli è vivo


 

1977. Lo scrittore Alberto Arbasino conduce il programma televisivo Match: in studio a fronteggiarsi Nanni Moretti e Mario Monicelli. “Un Borghese Piccolo Piccolo non è un film cattivo, è un film molto ambiguo, secondo molti reazionario, anche secondo me… Il giustiziere della notte, Sordi che tortura uno, tutto il sangue…”

“Adesso si sta parlando, da un anno, di un film che tu hai fatto, che nessuno ha visto o che pochissimi hanno visto (Io sono un autarchico). Hai avuto la fortuna che ne hanno parlato tutti, se ne è parlato in televisione: ma guarda che il tuo film è grazioso, niente di più. Invece si è creata questa cosa per cui tu adesso sei l’esponente della nuova regia italiana, della nuova nouvelle vague italiana. Non è vero! Sei stato il press agent più straordinario che ci sia nella gioventù italiana dai quarant’anni in giù, credimi. Che il film poi sia grazioso, siamo d’accordo: ma ti assicuro che è molto meno di quello che tu credi.”

coperti

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#MiaMadre. Vi meritate Nanni Moretti.


Autoreferenziale, ipertrofico, edulcorato. Sparo subito il triplete, così sgombro il campo da equivoci e chiarisco il mio giudizio sull’ultimo film di Nanni Moretti. Avrei potuto usare un’altra triade, ruffiano, sgangherato, inutile, ma non intendo essere clemente, sono infuriato con lui e con il suo pubblico, che per decenni si è riempito la bocca di quegli aggettivi. Autoreferenziale, ipertrofico, edulcorato. E classista, urlatamente e nemmeno sottilmente. mia madre moretti 1 Continua a leggere

Nanni Moretti contro John McNaughton


Ventidue anni fa, Nanni bello era stravolto perchè non capiva la fama e la gloria di Henry Pioggia di Sangue. Non poteva essere che un carneade di nome John McNaughton avesse fatto il botto con uno psicothriller capolavoro, all’opera prima per giunta, e allora Nanni scelse il pensiero laterale, e lateralmente sparse il suo veleno su chi quel film aveva recensito, con queste parole tristemente celebri: “Per alcune ore vago per la città, cercando di ricordarmi chi aveva parlato bene di questo film. Io avevo letto una recensione su un giornale, e avevo letto qualcosa di positivo su Henry. Improvvisamente mi viene in mente… trovo l’articolo e lo voglio proprio copiare sul mio diario. Eccolo qua: Henry uccide la gente, ma è quasi un buono, di poche parole, contano i fatti. Invece il suo amico Otis è una carogna. Henry vive una “pazzesca” solidarietà con le sue vittime, è un principe sangue blu dell’annientamento e promette una morte pietosa, Otis no. Il regista risveglia il suo pubblico in un incubo ancora peggiore con una doccia finale di splatter, occhi infilzati, carne martoriata. L’abominio. Henry è forse il primo a violare e vilipendere con tale lucidità la filosofia criminale dei lombrosiani di Hollywood. Ecco, penso, ma chi scrive queste cose non è che la sera, magari prima di addormentarsi, ha un momento di rimorso?”

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Dopo ventidue lunghi anni, per uno scherzo del destino o semplicemente perché il dio del cinema esiste, Nanni e John si sono incontrati, solo davanti ai miei occhi per ora, con un film che a modo loro parla ugualmente di una madre e della morte: se siete interessati a Mia Madre, correte al cinema col cilicio, se siete interessati a The Harvest, questo è il posto per voi.

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L’allievo ha superato il maestro


Anni felici

Daniele Luchetti

2013

Inutile negarlo, ci siamo accomodati in sala in completo assetto da guerriglia, con una penna affilata tra i denti ed un filino di bava rabbiosa che colava dalla bocca. Assolutamente prevenuti e pronti al peggio. Nonostante una nostra segreta simpatia per Kim Rossi Stuart ed una simpatia più allupata per Micaela Ramazzotti.

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Eppure. Continua a leggere