Bitter Sweet Fruit Chan


Sono qui che galleggio attorno al mio barattolo di latta.
Lontano, sopra la Luna.
Il pianeta Terra è blu e non c’è niente che io possa fare.

planet earth
La Luna è Hong Kong, deserta e muta dopo la fine del mondo. Il barattolo di latta, un minibus notturno sgangherato. La Terra, tutto quello che ho perso e mai riavrò. The Midnight After, Fruit Chan.

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Decima Mas(sa)


E’ difficile, molto difficile, trovare una pizza disgustosa a Bari. Ci sono centinaia di pizze ottime, altrettante buone, altre decenti, altre ancora senza infamia e senza lode. Ma una pizza inequivocabilmente immangiabile e schifosa io…. io… io l’ho trovata. Uno o due anni fa, prima del pallosissimo concerto dei tetes de bois al porto. L’energia elettrica necessaria al concerto era alimentata da un esercito di biciclette, e la cosa più o meno funzionò. Il colpo d’occhio della platea, che sembrava un estratto del giro d’italia in versione freakedelica e fermo immagine, era anche la cosa più divertente. Io e una mia amica, infatti, essendo musicalmente ignorantissimi, a metà concerto ci dileguammo (a piedi) con le palle fracassate. Eravamo anche affamati. Quasi di fronte l’ingresso all’area portuale vediamo un’insegna: bar pizzeria Titti Tuister. TUISTER. tUister! Nome tratto dal film “Dal tramondo all’alba” forse.

Le pizze..

Se io lascio nel contenitore metà pizza, allora deve essere come minimo impastata con la merda. Increduli, disgustati e divertiti ci scambiavamo frasi tipo “ma anche la tua è così orrenda?”

Probabilmente se invece della pizza avessimo optato per uno spuntino al banco del bar (stesso locale ma area separata) ci saremmo spiegati sia il nome imbarazzante che la pizza infame.