The Virtues. Shane Meadows è tornato.


Nell’estate del 1982 mio padre Arty, un camionista, trovò il cadavere di una ragazzina di 11 anni. Sospettato di essere l’assassino, finì in carcere: la polizia non credette alla sua versione. Cominciò il consueto assedio dei media attorno a casa mia, e mia sorella ed io fummo allontanati. E separati. Io finii da mia zia, che cercò di tenermi lontano dai notiziari. Ma ritrovarsi le prime pagine dei giornali davanti agli occhi fu inevitabile: c’erano i nostri nomi, e c’era una foto di mio padre. Una foto di quando aveva 18 anni ed era un rocker, non una foto attuale da padre di famiglia quasi trentenne, in modo da sembrare credibile come bastardo pericoloso. Uscii di casa sconvolto, confuso, e mi fermai a respirare su un’altalena in un parco.

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Peaky Blinders, season two Premiere


Tocca attendere il decimo minuto della seconda puntata, per il suo ingresso in scena. E’ ripreso di spalle, mentre cammina nella sua distilleria clandestina. Movenze goffe e corpo ingombrante, voce roca e dimessa, aspetto da commerciante. Padrone. Immaginiamo le sue pupille saettare a destra e a manca, controllare ogni cosa e persona, perchè ogni cosa e persona in quel posto gli appartiene. E’ incredibilmente riconoscibile anche da dietro. Si fa chiamare Alfie Solomons, è il capo ebreo di una gang di contrabbandieri, compassato e viscido. E’ il terrificante uomo-chiave con il quale Thomas Shelby/Cillian Murphy deve scendere a patti, se vuole sbarcare a Londra con i suoi affari di famiglia. E’ Tom Hardy,  il valore aggiunto della seconda stagione di Peaky Blinders.

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