Tom Hardy. Chi è senza colpa.


C’è sempre bisogno di Brooklyn, oggi come non mai. La sua aura brumosa, i palazzoni, i magazzini dismessi, e poi il putrìo, l’umidità, i marciapiedi, il fatalismo che ti si attacca alle scarpe e non va più via. Brooklyn, l’esotica Brooklyn, l’etnica Brooklyn, l’esangue Brooklyn. Da sempre guardata, prima vivida, poi sbiadita, sfruttata, strangolata, sottratta. Motherless Brooklyn, Brooklyn senza madre,  non un film ma un grande romanzo di Jonathan Lethem, codificava i buchi neri dell’universo Brooklyn in forme nuove originali, il cinema non seguiva anzi ripiegava sul già visto, corrotto da mille commedie e serie tv e infiniti clichè e pupazzi e marionette. J.C. Chandor faceva il miracolo, A Most Violent Year, Brooklyn folgorante dal suo passato immortale, Michael Roskam puntava alla luna ma finiva per accecarsi con il suo dito. The Drop, 2014.

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