La prima serie TV di Sion Sono, in esclusiva per l’Italia!


Nle 2013, reduce dall’accoppiata Land Of Hope/Himizu, Sion Solo prese al volo l’opportunità di scrollarsi di dosso il dolore e la tragedia e di divertirsi con questo adattamento, anche per sfiorare, spingere, titillare e saggiare i limiti della censura nella tv giapponese. Il protagonista diciassettenne Hiroshi, in seguito ad una eclissi lunare, scopre di possedere doti di telepatia. Nel corso della storia scopre anche che nel suo paese, Higashimikawa, sono in molti ad essere improvvisamente dotati di poteri extra-sensoriali. E tutti sono ossessionati dal sesso.

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The Wolf of Wall Street again.


Parte 2: Fear and Loathing in Wall Street

The Wolf of Wall Street

Martin Scorsese

2013.

Prima la coca, poi i sedativi, poi di nuovo la coca, ancora coca, poi di nuovo sedativi. Bipolarismo, alternanza e dikotomia: non è previsto altro stato psicofisico che non sia ipereccitato o sedato come un cavallo, Leo Di Caprio/Jordan Belfort non potrebbe reggersi in piedi altrimenti, proprio come Homer Simpson alternava eccitanti e calmanti in una puntata memorabile.

Perchè questo è un cartoon drogato. E’ una commedia estrema esilarante, la cui vetta assoluta (legata a doppio filo con il cultissimo di Terry Gilliam) è raggiunta quando gli effetti del Lemmon 714 tardano a farsi sentire, allora Jordan e l’altrettanto suo sciroccato socio ne assumono in quantità industriali, dopodichè

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Dark Room all’Amatriciana


Tulpa

Federico Zampaglione

2012

– Dikot: Ma davvero ti è piaciuto?

– Omiko: In effetti, alla fin fine, si. Cioè, si lascia guardare.

– Dikot: Io mi sento un po’ frustrato. Avrei voluto massacrarlo, ‘sto film. Invece qualcosa di buono c’è davvero, purtroppo.  A cominciare da una sensazione di, come dire, sincerità. Nel senso che Zampaglione è uno che questo genere di cose le ama davvero. E in Tulpa questo amore è percepibile, senza alcun sospetto di forzatura. Non gioca a disseminare rimandi ai film di Dario Argento & (pochi) soci, eppure si respira la stessa aria di quei film. Dall’inizio alla fine.

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Blu è il colore della passione


La vie d’Adele

Abdellatif Kechiche

2013

Le intenzioni dell’ambizioso Kechiche tendevano a realizzare il film definitivo sull’Amore, puntando di conseguenza l’occhio della cinepresa sul primo, intenso, bruciante, assoluto innamoramento di un’adolescente. La Vita di Adele (molto liberamente ispirato alla graphic novel “Il blu è un colore caldo” di Julie Maroh)  si concentra sulla materia, cercando di arricchirla con accenni all’omofobia, alle differenze di classe delle famiglie delle due ragazze, ed alle inevitabili differenti visioni della vita.

Ma è la vita sessuale di Adele ad aver spinto Dikotomiko a pagare il biglietto del cinema. E sono stati soldi spesi bene.

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