Tag. Sion Sono trionfa al Fantasia Festival


Miglior film. Migliore attrice. Non basta, anche una menzione speciale per il monumentale, creativo, sorprendente massacro nell’incipit del film. Pubblico in visibilio, al Fantasia Festival di Montreal, Canada. Zeru tituli, recensioni sprezzanti, tra il compassionevole ed il paternalista, pubblico tiepidino. Al Torino Film Festival di Torino, Italia. Che ci sia una dicotomia tra il gusto degli altri e quello nostrano, è da secoli acclarato, nondimeno sentiamo di schierarci con i figli dell’Acero, e di celebrare, frementi e piangenti, questo Sion Sono, questo Tag.

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Tokyo Tribe, l’Hip Hopera di Sion Sono


In qualsiasi direzione decida di andare, Sion Sono ci va sempre a tutta velocità. E noi a corrergli dietro, anche stavolta eccitati e con le pupille sgranate, per il lungo, splendido e caotico piano sequenza iniziale, che ci trascina in un vortice cartoonesco ricchissimo che non si ferma più. Tokyo Tribe è tratto da un manga, il racconto è ambientato in una Tokyo distopica e violenta, nella quale infuria una guerra tra gang, ed è esattamente la rappresentazione di quello che i seguaci del regista giapponese si aspetterebbero. Tutto è però cadenzato da un ritmo: quello dell’hip hop. Tokyo Tribe è un musical, il primo musical che guardo per intero senza soccombere. Ed è anche la cosa più vicina al concetto di blockbuster che Sion Sono abbia mai creato.

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Sion Sono, il noir e i pesci tropicali


“Dovrebbero darmi la medaglia d’oro per l’omicidio” dichiarò Sekine Gen, che con sua moglie Hiroko Kazama ammazzò almeno 4 persone. I due gestivano un negozio di cani di razza nei primi anni novanta a Tokyo, e nei ritagli di  tempo avvelenavano con la stricnina,  smembravano, riducevano a pezzettini e quindi davano in pasto ai pesci i resti delle loro vittime, senza dimenticare di bruciare le ossa e quindi spargere le ceneri al vento. Le vittime diventavano invisibili, e Sekine si sentiva inafferrabile.

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Una nostra idea di cinema


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Gnash your teeth hard
Let’s go!

Now gnash and gnaw
Let’s fly!

Keep ‘em nice, Ga-Ga-Ga
with Gi-Gi-Gi!

Keep ‘em shiny and clean!

Gnaw with Ga-Ga-Ga!

Tough teeth!

Da Wikipedia: “avant-Pop o avantpop è un movimento artistico statunitense scaturito dal postmodernismo negli anni novanta del XX secolo”. L’avantpop è  si appropria dell’iconografia e dei canoni – latu sensu – pop art: presa la cultura popolare massmediale, ripetitiva dunque, si metabolizza, riassembla e si reinterpreta in chiave assolutamente originale.

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Diciamola meglio: l’avantpop introduce, nella riproducibilità infinita della pop art, il concetto di originalità, proprio del Romanticismo. Nel cinema, l’avantpop fa il lavoro sporco che fa il rap nella musica: re-interpreta re-suscita re-dime generi,  film,  spezzoni, restando strettamente nel territorio filmico quanto ad affabulazione e narrazione. Quentin Tarantino, avantpop. Continua a leggere

In territorio (sic!) nemico


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In Territorio Nemico

S.I.C.  Scrittura Industriale Collettiva

2013

S. S. – ..é la Resistenza in sè ad essere epica. La vicenda partigiana emoziona e coinvolge proprio in quanto vicenda partigiana, porta..

M. C. – Vero, ma “In territorio nemico”  è comunque il risultato di un lavoro notevole ed encomiabile. Mentre leggevo, immaginavo centinaia di cancellature, ripartenze e..

R. C. – Beh, mi sembra il minimo, visto che è il frutto del lavoro di 115 autori. Non oso immaginare quante migliaia di parole siano state soppresse.. Per ogni vocabolo finito nel libro, ne saranno stati eliminati dieci per rappresaglia!

S. N. – Scemo!

M. M. – ..persone ordinarie alle prese con eventi straordinari. L’uomo comune costretto, dalla storia o dalla coscienza, a diventare eroe, come la sposina borghese e tradizionalista che diventa Gappista, il..

F. O. – Apprezzabile è anche la presenza di numerosi brani di dialoghi dialettali, campano lombardo piemontese.. mi risuonavano in testa come interventi sonori in presa diretta!

E. G. – Ragazzi, siamo troppi. L’idea di riunire 115 persone per una R.I.C. mi sembra azzardata. Forse dovremmo nominare due o tre..

L. D. rivolgendosi al suo vicino R. A.- Non hai avuto a volte la sensazione  di leggere una storia horror? I deliri di Aldo, i nazisti con gli occhi da zombi, gli animali scuoiati e divorati, la strage di civili che mi ha fatto pensare al Takashi Miike di Imprinting..

A. R. – Silenzio là in fondo!