The Zero Theorem, Terry Gilliam.


Più che un manifesto, il film è il lascito testamentario di un uomo terrorizzato, luddista, reazionario, nichilista. E che questi appellativi non vi suonino come una censura, chè gli estremisti autodidatti ci sono sempre piaciuti, e quest’opera ha già sofferto di una censura grottesca, da contrappasso persino, vedendosi rimossa la locandina originale negli States in quanto esibente chiara effigie di deretano maschile, il culo di Christopher Waltz appunto, come sotto

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The Wolf of Wall Street again.


Parte 2: Fear and Loathing in Wall Street

The Wolf of Wall Street

Martin Scorsese

2013.

Prima la coca, poi i sedativi, poi di nuovo la coca, ancora coca, poi di nuovo sedativi. Bipolarismo, alternanza e dikotomia: non è previsto altro stato psicofisico che non sia ipereccitato o sedato come un cavallo, Leo Di Caprio/Jordan Belfort non potrebbe reggersi in piedi altrimenti, proprio come Homer Simpson alternava eccitanti e calmanti in una puntata memorabile.

Perchè questo è un cartoon drogato. E’ una commedia estrema esilarante, la cui vetta assoluta (legata a doppio filo con il cultissimo di Terry Gilliam) è raggiunta quando gli effetti del Lemmon 714 tardano a farsi sentire, allora Jordan e l’altrettanto suo sciroccato socio ne assumono in quantità industriali, dopodichè

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