Message Man, di Corey Pearson. Quota 100 anche per i cecchini


Ve lo ricordate il mascellone di Daniel Greene? Era Paco, il cyborg protagonista di Vendetta Dal Futuro (il Terminator di Sergio Martino). Mi tornava in mente ad ogni primo piano di Paul O’Brien, che qui recita (…) nel ruolo di Ryan Teller, un cecchino in pensione. Evidentemente ha raggiunto quota 100 negli ultimi giorni del 2018, il traguardo che sognava di tagliare anche Duncan (Mads Mikkelsen) in Polar. I tagli, non al welfare ma direttamente nelle carni, hanno quasi ucciso Duncan, ma questa è un’altra storia. Paul O’Brien, australiano come il regista Corey Pearson, è cresciuto in tv fianco a fianco con Chris Hemsworth. Se quest’ultimo ha preso una brutta strada diventando Thor, O’Brien non si è montato la testa, è rimasto un bravo ragazzo dedito al suo onesto lavoro: assassino a pagamento. Il titolo del film era il suo soprannome: quando parlava, la gente ascoltava e di solito immediatamente dopo moriva.

message1

Continua a leggere

Buybust, roba da Matti. Erik Matti


Rodrigo Duterte, presidente delle Filippine, si porta dietro un soprannome rassicurante, sin da quando era solo sindaco: The Punisher. Un personaggio da crime story, una specie di super bad guy rossobruno, che oscilla tra il nazismo e la necessità di una approfondita perizia psichiatrica. Se volete conoscerlo meglio sapete cosa fare. Qui e ora, del presidente (che comunque meriterebbe un posto nel reparto che dovrebbe ospitare Trump, Salvinidimaio, Bolosonaro e compagnia brutta) ci interessa esclusivamente la War On Drug: due anni abbondanti di omicidi, ben più dei 12.000 denunciati quest’anno dall’Osservatorio sui Diritti Umani, di “sospetti” trafficanti e semplici consumatori. Quasi tutti poveri, abitanti delle periferie, nati vissuti e morti ai margini. Nessun poliziotto pare sia stato ancora condannato per queste esecuzioni. E poi minacce, arresti, attacchi frontali contro avvocati, militanti di sinistra, associazioni pro-diritti umani eccetera eccetera.

Continua a leggere

Apostle, di Gareth Evans. Un cult(o) movie.


Ho una predilezione per i cult movie. Non i film di culto, ma i film sul culto, quale esso sia. Una religione personale, collettiva, animistica, alienista, esoterica, endoterica, messianica, sciamanica, egotica, sclerotica. Datemi un film sul culto, e io saprò scovarvi il metaforone, il riflesso dei tempi, la parabola, la profezia. Per restare al passato recente, ho adorato The Sacrament di Ti West, Red State di Kevin Smith, The Village di MNS. Ho scoperto The Endless di Moorehead-Benson; tardivamente, ma l’ho fatto. Ora mi prostro, mi genufletto davanti ad Apostle, di Gareth Evans.

Continua a leggere

Garuda Power, the Spirit Within. Viaggio nel cinema indonesiano


il sulfureo pedoimbonitore tracciava una linea alla lavagna, ad un estremo la paura, all’altro l’amore, collocandoci poi tanti puntini per quanti studenti rispondevano alle domande, uno più vicino alla paura, l’altro un po’ di più all’amore, e così via. Da Donnie Darko passiamo al cinema indonesiano e tracciamo una linea: da una parte la paura, The Act of Killing (e il successivo the Look of Silence), dall’altro l’amore, il nostro amore, la trilogia Merantau -The Raid – The Raid 2. In mezzo tanta oscurità, il buio della nostra conoscenza di quel cinema, finalmente rischiarato da un benemerito, di più, un cinefilo, di più, un cineasta. Bastian Meiresomme e il suo Garuda Power, the Spirit Within.

garuda power

Continua a leggere

Expendables 3: London World Premiere


Siamo andati lì in  missione speciale solo per voi. Abbiamo speso 350 euri  volo a/r + ticket + vitto e alloggio e trasporti – mind the gap ! – solo per voi. Per la vostra irrefrenabile, insana, morbosa curiosità di avere una nostra rece su questo film. Che non è proprio un film dikotomiko, perché va bene che la laicità è un valore, ma a tutto c’è un limite, e le operazioni nostalgia di un certo cinema action fascist degli anni 80 non ci riguardano, anzi. Vieppiù, tutti lì a chiederci se sia vero o meno che il regista Carneade, tale Patrick figliodarte Hughes from Australia, girerà il remake di The Raid, e noi già ve lo avevamo confermato. Mai sazi, ancora a chiederci se il remake sarebbe stato prodotto dal Padre naturale e legittimo di The Raid, Gareth Evans from Wales. Vero, così drammaticamente vero che bisognava proprio vederlo all’opera sto Hughes unto del Signore, per capire se fosse un raccomandato, o un predestinato, o un condannato.

expendables_three_ver20_xlg Continua a leggere