Nightcrawler, il Lupo a Los Angeles


La notte è fatta per amare. O per dormire. Cazzate. Mentre noi sprechiamo così le ore buie, c’è chi sfrutta le tenebre per trarne profitto. Strisciano nell’oscurità, fiutando il sangue come vampiri, con gli occhi sgranati come maniaci pieni di coca. E quando localizzano la preda, morta e (ancora meglio se) accasciata in una pozza di sangue, ci si avventano sopra massacrandola di videoriprese senza pietà, fermandosi solo quando la polizia ordina loro di togliersi dalle palle. E deve necessariamente essere sangue classista, le vittime devono essere ricche e bianche, preferibilmente vittime di home invasion da parte di neri, ispanici, homeless ecc. . Ai duemila morti del massacro in Nigeria avvenuto due giorni fa, per dire, i nightcrawlers non dedicherebbero neanche un istante. Tantomeno i loro devoti spettatori. E’ un lavoro duro, che può consumarti: per farsi un’idea è sufficiente guardarne gli effetti sul volto e sul corpo di Jake Gyllenhaal/Lou Bloom, il protagonista di questa storia americana, che risulta essere la versione neo(n)-noir di The Wolf Of Wall Street: nel film di Scorsese era la finanza tossica a fare da cornice e sfondo, qui è la porno-tv assetata di sangue.

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L’antieroe Lou è il perfetto allievo di Jordan Belfort: lo immagino annuire in prima fila, spugna attentissima ad assorbire le lezioni del lupo, per poi uscire di notte a caccia, cyborg infallibile prodotto dall’iperliberismo, con un sorriso che nasconde la bava alla bocca e privo di qualsiasi ombra di scrupolo. Jake era già uno dei nostri, con questo film lo è ancora di più. Noi spettatori (che siamo i veri sciacalli proprio come il pubblico del tg, che alle 6 di mattina segue servizi che hanno titoli come “horror house”) percepiamo Lou come viscido e repellente, crediamo di non esserne assolutamente attratti, ma la nostra è solo ipocrisia: il fascino che esercita sulle persone che gli gravitano attorno, persone deboli come noi, è lampante e irresistibile. Lo vediamo riflesso nel viso ammaliato di Rene Russo (perfetta nel ruolo di Nina, la responsabile del tg in declino che acquista i video di Lou come fossero indispensabili flebo salvavita) durante la tesissima cena-schermaglia a lume di candela, e in quello smarrito di Rick (Riz Ahmed), il suo assistente improvvisato, talmente umano da non essere neanche in grado di chiedere un aumento senza impappinarsi.

 

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Los Angeles è coprotagonista, Los Angeles di notte per l’esattezza, ripresa in un azzeccatissimo digitale che in alcune scene – quella magistrale al ristorante cinese su tutte, frutto di un duro e meticolosissimo lavoro – non sembra Michael Mann, E’ proprio Michael Mann. L.A. è anche il terreno di caccia preferito dei nightcrawlers, che in nessun’altra città hanno lo stesso spazio e le stesse opportunità, anche per “merito”del foltissimo pubblico dei notiziari del primo mattino.

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Il debutto di Dan Gilroy inizia come ritratto di un animale misantropo destinato inevitabilmente al successo, prosegue come thriller coinvolgente e stiloso, e termina come spietato ritratto sociale. In nessuno dei tre segmenti risulta essere il capolavoro del secolo, ma l’insieme, potente come un horror politico, spacca. Eccome, se spacca.

 

Nightcrawler

Dan Gilroy

2014

 

 

Top Ten 2014. I migliori film dell’anno, secondo Omiko


Ci abbiamo provato, giuro. Seduti allo stesso tavolo, due fogli, due penne, due sorrisi distesi e le migliori intenzioni: la volontà di stilare una classifica sola, mettendoci d’accordo, c’era davvero. Dopo trenta secondi la mia penna era quasi del tutto scomparsa nella narice destra di Dikot, che non so come continuava a mordermi il cuoio capelluto. Ed eravamo solo alla decima posizione. A pensarci adesso, mi pare effettivamente poco realistica l’idea di una classifica comune alle due mezze entità di un blog che si chiama Dikotomiko. Ad ognuno la sua, quindi.

dikotomika

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Top ten 2014. I migliori 10 film dell’anno, secondo Dikot


La neve morta cadeva per la seconda volta. Strano sembrava il colore delle lacrime del tuo corpo, ghiaccio sottile su carbone nero. A quel tempo, nella mia ragazzitudine, il cerchio già rotto era collassato, azzannato da un lupo di Wall Street. Un altro raid fu necessario prima che sorgesse l’alba del pianeta delle scimmie. Quando arrivò, mi ritrovai a cantare una canzone di Napoli, o’Babadook-dook-dooook!

top-10-films

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Kapitalism kills. Kill Kapitalism !


E’ bellissimo avere per amico un gigante buono. Farci una passeggiata insieme è un lusso, ci si sente privilegiati. Ne ho diversi, quasi tutti più alti di me di venti centimetri, spalle enormi, muscoli massicci, capelli cortissimi e occhiali da sole scuri. Gli sconosciuti che incrociamo mi invidiano, le donne guardano barcollanti, stordite dal desiderio involontario che trasmette loro la visione del gigante buono. Continua a leggere

The Wolf of Wall Street


Parte 1: Lupofania

The Wolf of Wall Street

Martin Scorsese

2013.

All’origine dell’empatia ci sono i neuroni specchio, e gli studi sui neuroni specchio sono cominciati negli anni 80.

Da Wikipedia: “i neuroni specchio sono una classe di neuroni che si attivano quando un animale compie un’azione, e quando l’animale osserva la stessa azione compiuta da un altro soggetto.Attraverso studi di risonanza magnetica, si è potuto constatare che i medesimi neuroni attivati dall’esecutore durante l’azione, vengono attivati anche nell’osservatore della medesima azione.

Ulteriori indagini estese agli esseri umani non solo hanno confermato le attività neuronali sulla base di studi di neuroimmagine, ma hanno anche condotto a concludere che tali neuroni vengono attivati anche nei portatori di amputazioni o plegie degli arti, nel caso di movimenti degli arti, nonché in soggetti ipovedenti o ciechi.”

Paralizzato sulla poltrona, occhi come spugne selettivamente permeabili, guardo il Lupo e i miei neuroni specchio si accendono uno dopo l’altro, nemmeno uno resta inerte, penso, sto guardando un film grandioso, superiore alle pur altissime aspettative, e pericoloso, molto pericoloso, perché io, all’apice dell’attivazione dei miei neuroni, vorrei essere il Lupo, e so che potrei, so che posso, yes I can !

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