Campagna elettorale: Lega e M5S si contendono Daredevil


C’è un angolo oscuro nell’universo Marvel. Anche quando i riflettori puntano in quella direzione, il piccolo dedalo di viuzze resta immerso nelle tenebre, a causa dei coni d’ombra prodotti dai vecchi piccoli e sbilenchi palazzi che lo delimitano. Per poter illuminare e rendere visibile quell’angolo è necessario spegnere i riflettori. Bisogna calarcisi con una corda, senza fare rumore e guardandosi sempre le spalle. Bisogna posarci i piedi, e solo allora accendere una piccola torcia. E’ un angolo che diventa visibile solo se illuminato dal basso. Vi regnano mafie russe, cinesi (occhio a Madame Gao, personaggio leggendario) e giapponesi, e i loro eserciti di disperati “clandestini” (e topi e spazzatura! Clandestini, topi e spazzatura! Clandestini, topi e spazzatura! Clandestini, topi e spazzatura! Ehm, scusate: sono stato per un attimo posseduto da un grillo sbavante). I loro affari loschi producono montagne di soldi, centrifugati nella lavatrice di Wall Street e destinati a riempire le tasche di politici, giudici e poliziotti corrotti. Il tramite tra le mafie e la città risponde al nome di Wilson Fisk, signore del crimine di New York, tanto potente da imporre il divieto di pronunciare il suo nome. Fisk è destinato a diventare Kingpin, e indossa un elegantissimo abito imbottito di kevlar. Molto meno elegante è la mise del suo avversario, sorta di vigilante notturno che di giorno si traveste da avvocato. Il diavolo di Hell’s Kitchen, l’uomo senza paura, l’uomo in nero. I nomignoli si moltiplicano dopo ogni raid compiuto ai danni dei criminali che infestano il suo quartiere, e ci vorranno tredici puntate per arrivare al nickname definitivo (e ad un look purtroppo più consono all’universo Marvel): Daredevil.

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Peaky Blinders – season 1. Birmingham’s burning


 

Le grandi città inglesi di fine 800 traboccavano di esseri umani, miseria e violenza. La priorità era la sopravvivenza, e la si cercava nel gruppo, nel branco, nel clan. Digbeth Gang, Aston Sloggers, Cheapside Slogging gang e molte altre che prendevano i nomi dai quartieri di provenienza: le bande criminali si moltiplicarono. A Birmingham, nei quartieri di Bordesley e Small Heath, comandavano i Peaky Blinders. Continua a leggere

Guida alle migliori serie TV dell’Universo


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Una mia amica, compagna di scuola ai tempi del liceo, vive oggi in Germania, a Berlino, quivi intrattenendo con un indigeno berlinese una relazione durevole, suggellata da una splendida figlia.

Questa amica, che chiamerò Paola per tutelarne la privacy, fa uno dei mestieri più belli del mondo: cura l’editing dei sottotitoli per le collane dvd  di una major, che non nominerò perché in franchezza non ne ricordo il nome.

Ci siamo un tantinello persi di vista in questi ultimi 25 anni, poi un sabato pomeriggio, era la tarda primavera del 2012, ci siamo reincontrati per gustare un delizioso  gelato in compagnia delle rispettive famiglie, e in quell’occasione Paola  mi ha confessato il suo terribile segreto.

E’ bulimica.

Di serie televisive.

Facile comprendere come il mio ego dikotomiko abbia sofferto nei più reconditi meandri della sua dualità, perché cinema e tv sono opposti che si respingono, lo schermo del cinema è magico, quello della tv è magnetico, al cinema si ha sempre il punto di vista di un bambino che guarda i giganti, che meraviglia, davanti alla televisione la prospettiva è invertita, il disincanto regna sovrano.

Non ho dato peso a questa patologia, attribuendola ad un naturale contrappasso seguito alla natura della sua invidiabile professione, perciò mi sono limitato a sorridere compassionevole, augurandole di uscire dal tunnel catodico al più presto e di redimersi sulla via del grande schermo.

Così pensavo, fino al Nuovo Inizio, ed il Nuovo Inizio è stato Profugos.

Qui non mi soffermo su questa pietra miliare della cinematografia  domestica seriale,voglio solo portare a tutti la mia testimonianza: grazie a Profugos, ora anche io sono un bulimico di serie TV.

Ho imparato che esistono due tipi di bulimia da serie TV, studiati nelle più prestigiose università del mondo: Junk e Gourmet.

La Junk indirizza il gusto dell’inconsapevole malato  a serie TV ignobili, che esaltano modelli di vita fittizi  e sono perfettamente interscambiabili, di modo che lo sguardo compulsivo non si orienti ad una serie in particolare, ma al canale/piattaforma  che lo trasmette, garantendo allo stesso fidelizzazione e attrattività

La  Gourmet, all’opposto, è bulimia  di tipo consapevole, si orienta verso un gusto forte, che eccita la psiche e disturba lo sguardo del malato con ambientazioni meravigliose, tematiche dirompenti, sceneggiature perfette,  attori in stato di grazia, regia magistrale.

Io sono un Gourmet, e questa è la mia Lista:

1)      Profugos

2)      House of Cards

3)      Top of the Lake

4)      The Kingdom

5)      The Walking Dead, stagione 3

6)      Les Revenants

7)      In the Flesh

8)      Black Mirror