Elle for Vendetta. Tutte le donne di Paul Verhoeven


Si narra che Steven Spielberg, infervorato da Soldato d’Orange, avesse suggerito il suo nome a George Lucas per dirigere Il Ritorno dello Jedi, ma che avesse bruscamente cambiato idea dopo aver visto Spetters: “Forse ha temuto che avrei cominciato il film con un’orgia tra Jedi!”, ha detto lui al Guardian. Certo è che con lui avremmo visto una Leila diversa, testa alta e tette in fuori, che prona si accoppia a Jabba e ad un manipolo di alti ranghi dell’Impero, per il trionfo della Repubblica o per la sua soddisfazione personale. Lui è Paul Verhoeven, l’Olandese Violento (non Volante). Il suo cinema è radicale, un incubatore di dualità complementari in equilibrio instabile: maschi e femmine, carne e sangue, ma anche sacro e profano, polluzioni e deiezioni, stupri e infatuazioni. I suoi film sono distribuiti nell’arco di mezzo secolo, grondano libertà, disperazione, sovversione, vengono accusati bipartisan di essere fascisti, comunisti, misogini, omofobi, pornografici, blasfemi. Moralisti mai, a-morali semmai, come lui, Verhoeven, indagatore degli incubi maschili nelle più disparate proiezioni femminili. Non sappiamo se ami le donne, come ha spesso dichiarato, quel che è certo è che le guarda e le mostra, sin dagli inizi della sua carriera le spoglia – letteralmente – di ogni divinazione e le butta nell’agone, in due tre o più per volta, circondate da uno stuolo di peni grottescamente eretti. Parrebbe una variante della guerra tra sessi, invece è la rappresentazione della dinamica naturale degli ormoni: il maschio agisce meccanicamente – roboticamente – spinto dal testosterone, la femmina sta/non sta al gioco per un obiettivo che duri di più di 20 o 30 orgasmatici secondi.

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Koch Media Homevideo, marzo 2017


 

 

Vampire

Shunji Iwai alla sua prima regia in inglese, dopo un ventennio abbondante di lavori nel suo Giappone, scrive e dirige una variazione sul tema vampiresco. Il protagonista è Simon, apparentemente un tranquillo professore di biologia. Nasconde un terribile segreto, ovviamente, e cerca le sue vittime sui siti web di aspiranti suicidi… Sorprendente, originale e visivamente raffinato, Vampire è passato dal Sundance e da altri festival. Il bluray in edizione limitata contiene un esclusivo booklet.

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Babbo Bastardo 2

Non sembra, ma sono passati quattordici anni dall’uscita di Babbo Bastardo, che è evidentemente invecchiato benissimo. Sul volto di Billy Bob sembra che non sia passato neanche un mese, devastato era e devastato è, tanto da risultare immutabile nel tempo. Il sequel si poggia – com’era prevedibile – ancora di più sulle spalle di Mr. Thornton, nonostante sia affiancato da Kathy Bates e Christina Hendricks. Il bluray è arricchito da una notevole mole di contenuti extra.

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Sherlock – L’abominevole Sposa

Episodio speciale natalizio della serie, ambientato nella Londra Vittoriana di fine ‘800, inizia tuffandosi nel gotico e nella ghost story, raccontando di una donna vendicatrice e assassina che continua a uccidere anche dopo essersi suicidata. Ponte ideale tra la terza e la quarta stagione, e una scrittura che conferma la sfrenata abilità a confondere le acque del duo Moffatt e Gatiss. Il bluray a edizione limitata contiene due dischi e un booklet esclusivo.

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Dragonball – La serie tv completa – box 2

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Dieci dvd, con gli episodi dal 82 al 153. Edizione integrale, senza censure, e con un booklet esclusivo di 28 pagine con la guida completa agli episodi e una galleria dei personaggi. Un cofanetto che è un must per tutti i fan della serie.

 

 

 

 

 

Al Korea Film Fest il solido Tunnel coreano di Kim Seong-hun


Vi è mai capitato di parcheggiare in spazi ristrettissimi, tanto da essere costretti ad uscire dalla parte del passeggero? A me spesso, ed è sempre un’esperienza traumatica, ai confini dello sport estremo. Scavalco la leva del cambio, mentre una gamba è ancora intrappolata tra lo sterzo e i pedali, le piego entrambe con sforzo pazzesco, intanto sento la schiena che scricchiola preoccupata, sto sudando, e quando finalmente riesco a poggiare il culo sul sedile mi rendo conto che devo ancora recuperare la gamba sinistra. Solo a pensarci mi viene il fiatone. Non oso neanche pensare, invece, alle difficoltà che incontrerei se dovessi saltare sul sedile posteriore. Per poi magari uscire attraverso il lunotto in frantumi e quindi strisciare dentro un’altra automobile ridotta pure peggio. Mentre fuori dall’abitacolo macerie, lastre di cemento, tubi di ferro ed un’intera fiancata di montagna crollata impediscono qualsiasi altro movimento. Giammai, quella è roba da disaster-movie. The Tunnel, di Kim Seong-hun.

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Manshin, diecimila spiriti invadono il Korea Film Fest


Il 15° Korea Film Fest di Firenze si apre ufficialmente con una docu-fiction dedicata alla figura di una sciamana: Kim Keum-hwa, nata nel 1931, quindi sotto l’occupazione giapponese, in una provincia che in futuro sarà provincia della Corea del Nord. La vita di una donna straordinaria, riconosciuta patrimonio culturale intangibile (ma quanto è bello questo titolo!), e attorno alla sua figura quasi un secolo di storia della Corea. Maltrattata ed emarginata fin da ragazzina perchè osava predire il futuro delle persone che le stavano attorno, sposa giovanissima picchiata dalla cognata, impaurita dai soldati delle due opposte fazioni durante la guerra, perseguitata dai cristiani e dai politici. Sembra uno scherzo, ma dopo tante sofferenze, l’inizio della riabilitazione dello sciamanesimo, e quindi di Kim Keum-hwa, avviene durante il regime del generale Chun Doo-hwan, che cercava di distinguersi dai precedenti governi, riempiendosi magari il petto del solito vecchio caro recupero dei valori e della cultura tradizionale. Ovviamente nei ritagli di tempo tra un massacro e l’altro di oppositori. Una storia ricchissima e illuminante, narrata con tecniche (e ritmi) alternate, riflessioni sui media, sul cinema, implicazioni politiche e sociali. Dirige Park Chan-kyong, che è il fratello di Park Chan-wook: il talento scorre nel sangue, evidentemente, chè Manshin è una visione mozzafiato, è cinema di altissimo livello, e per una volta ci uniamo ad una preghiera, per rivolgerla al dio del cinema (sempre sia lodato, chè noi siamo monoteisti, si sa) e recitata proprio da Kim Keum-hwa all’inizio del film.

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Brimstone, di Martin Koolhoven. Sempre sia lodato, e fuori i mercanti dal Tempio!


Nel mestiere che ci siamo inventati, che sarebbe quello di parlare di cinema laicamente, e anche gratuitamente purtroppo, senza committenze o numi tutelari di sorta, nel mestiere che ci siamo inventati riesce spesso difficile distinguere tra peccato e peccatori, l’obiettivo è cercare sempre di parlare del film e non di chi guarda i film. L’errore però è sempre in agguato, capita di imbattersi in un’opera per molti aspetti straordinaria, che su web e riviste è stata lapidata e condannata senza pietà né giustizia, così, con processo sommario. Ci è venuta voglia di fare i bounty killer, di mettere taglie social su chi si macchia, consapevolmente o meno, di questa colpa, poi però rinsaviamo, il nostro è già un mondo difficile, il futuro è incerto, e decidiamo di lasciare l’infermo dietro l’angolo. Brimstone, di Martin Koolhoven.

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L’Invenzione di Morel. In dvd.


Guardare oggi L’Invenzione Di Morel è impresa stupefacente, in tutti i sensi. Siamo di fronte ad un prodotto unico per il panorama italico, che ancora nel 2017 ha qualcosa da dire. E farà strabuzzare gli occhi a chi ha osannato – giustamente, ci mancherebbe – Black Mirror e in particolare l’episodio San Junipero.

 

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Voci Lontane… Sempre Presenti, in dvd.


Faccio film per venire a patti con la storia della mia famiglia. Se non avessi sofferto, non avrei realizzato alcun film. Parole di Terence Davies. Che ha anche spiegato come, attraverso i suoi film, ha sempre tentato di spiegar i motivi del suo rifiuto del cattolicesimo. Eppure Voci Lontane… è uno dei film più spirituali di tutti i tempi. La sua è una fede assoluta per la capacità di emozionarsi dell’essere umano, per la musica, per il cinema. Se la gioia, il tempo e la famiglia sono tutti elementi in transito, la capacità della macchina da presa di catturarne l’essenza ha qualcosa di divino.

 

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