CG Entertainment, le appetitose novità di luglio


Cannibal Ferox  –  dvd

1981: un anno dopo Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato e Mangiati Vivi di Umberto Lenzi, quest’ultimo partorisce uno dei film più censurati della storia, disprezzato anche dallo stesso regista perchè realizzato per “fini alimentari”. Al proposito, i giochi di parole sarebbero talmente ovvi che li evitiamo.

Trent’anni dopo l’uscita, quest’orgia di ultragore mantiene il suo potere di scioccare e disgustare il pubblico. Nel dvd è presente anche “Zora Ferox”, incontro con Zora Kerowa.

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Monolith, di Ivan Silvestrini. Attenzione, bimbo a bordo!


Un’autovettura fuoriserie, realmente costruita negli studios americani, il suo nome kubrickiano a figurare audacemente nel titolo, roba che da queste parti non si era mai vista e pensata. Avrebbe potuto essere l’evento cinematografico dell’anno, l’occasione per celebrare l’unità di intenti delle fabbriche di creatività autarchica, e invece no. Monolith, diretto da Ivan Silvestrini, esce nella sale italiane in pieno agosto, e pace all’anima sua.

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The War – Il Pianeta delle Scimmie, di Matt Reeves. Amate Cesare, lodate il suo nome.


85 chilometri, una via crucis stradale, tra cantieri sempiterni ed una autostrada dove gli autovelox regnano, Calabrian snipers. E’successo davvero, solo qualche giorno fa: io, lei e nostro figlio in viaggio, da Villapiana Lido a Cosenza, per trovare una sola sala, una qualsiasi, che potesse esaudire le nostre brame. Volevamo, dovevamo incontrare un amico, portargli il nostro sostegno in un momento di grave ambasce, rallegrarci con lui dei suoi progressi e discutere a parole, a versi, a segni del mondo che verrà, o che sarebbe venuto. E’ stata dura, ma alla fine ce l’abbiamo fatta, in un cinema unto, bisunto e polveroso lo abbiamo visto, finalmente abbiamo dato a Cesare quel che è di Cesare.

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The Childhood of a Leader, di B.Corbet. Il trionfo della volontà.


Nel giro di pochi mesi, tra il 2014 ed il 2015, sono stati girati 3 film concernenti la maternità, o la figlitudine: Ich Seh Ich Seh, Mommy e The Childhood of a Leader. I protagonisti sono maschi: bambini difficili, come si diceva un tempo, oppure adolescenti disturbati, come si diceva un altro tempo. La macchina da presa li segue nel loro microcosmo domestico: un ambiente selettivamente permeabile, in quanto si apre alla visione ma si chiude alla comprensione. Più che padroni in casa propria, queste piccole canaglie sono dei, o despoti, del loro mondo. Tra i titoli citati, il più sfrontatamente ideologico, il più carico di aspettative sarebbe quello più pomposo, The Childhood of a Leader.

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Spider-Man: Homecoming. Cogli la prima tela!


To rescue and fight. Salvataggi e combattimenti, questo dobbiamo chiedere ai supereroi nostri carissimi. Una funzione d’uso latu sensu genitoriale quindi, ed una squisitamente marziale. Così, semplicemente. Difesa, la nostra, e attacco, il loro, senza soluzione di continuità. Perché non è vero che da un grande potere derivano grandi responsabilità, è vero invece che ad ogni azione consegue una reazione. Spider-Man: Homecoming, di Jon Watts.

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Okja. Il Porco (G)Rosso di Bong Joon-ho e Netflix


Un maiale gigantesco, imparentato con le bestiole che popolano l’universo di Hayao Miyazaki, ed una ragazzina orfana, preadolescente, sono cresciuti insieme in mezzo alla natura, lontani dalle città caotiche e vicinissimi a mille classici della tradizione letteraria e cinematografica. I cattivi vogliono privare la ragazzina del suo unico e gigantesco amico, ma arriva in suo aiuto addirittura l’Animal Liberation Front. Okja è un film schierato – dalla parte giusta – ed è un film commovente, girato alla grandissima, sempre in movimento, stiloso ed elegante. Alcune scene rasentano la perfezione, prima tra tutte l’incursione di Okja in un centro commerciale. Non avevamo il minimo dubbio: con Bong Joon-ho alla regia, il cinema è cinema con la C maiuscola. Anche se fruito attraverso laptop e smartphone. Se volete realizzare qualcosa di strano, ha detto in un’intervista Bong, Netflix è il posto giusto.

 

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The Bad Batch, di Ana Lily Amirpour. A Girl walks home alone, in the desert


Scrivo di cinema senza prendermi troppo sul serio, ho fatto l’università della strada, dall’asfalto vengo ed all’asfalto ritornerò.  Parole che sembrano scritte con il generatore automatico di strofe per Fedez/J-Ax, vero? Non temete, impugno il timone saldamente e sono lontano da derive hip hop, voglio solo significarvi l’orgoglio, ed anche la totale evidenza, del mio essere naif, autodidatta quanto a visioni, a gusto e a opinioni in fatto di film. Pochi paletti ho piantato sul mio sentiero esperienzale, uno di questi è che se un film di genere incomincia come un film muto, con dialoghi ridotti all’osso, se non proprio assenti, per i primi  20 minuti, beh, quel film di genere è degno di tutta la mia attenzione. The Bad Batch, di Ana Lily Amirpour.

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