Yoga Hosers. We need to talk about Kevin. Smith.


Datemi una parola, e vi racconterò un mondo. La parola di oggi non ci appartiene per via di madrelingua, arriva a noi da lontano e volentieri si presta ai nostri obblighi di fratellanza. La parola è: talkative. Concisa, precisa, decisa. Adesso potrei inondare la pagina di numerose traduzioni, eterogenee ma tutte calzanti, potrei banalizzare la vox media estrinsecando accezioni negative e positive. Talkative può infatti significare verboso, o ciarliero, loquace, o chiacchierone, parolaio, o, in fondo in fondo, garrulo. Come spesso accade con la lingua inglese, un aggettivo è come una cellula dormiente, pronta a scatenare la sua pregnanza esplosiva in presenza del giusto contesto. Parlando di cinema, invece, non occorre estrinsecazione alcuna —  talkative ha un unico vero significato: Kevin Smith.

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Visioni differenti: la Corea, il Giappone e l’Apocalisse


Sitges, Fantasporto, FantAsia, SXSW. Tra il gutturale e il labiale sibilato, queste parole enunciate come improperi sono marchi prestigiosi, il top dei festival quanto a cinema di intrattenimento. L’intrattenimento: a ben guardare, è il mestiere primario e onnicomprensivo della settima arte. Qui va circoscritto alle produzioni indipendenti e ad alcuni specifici generi, l’action, l’horror, lo sci-fi, il fantasy, in felice sincretismo. Da questi grandi eventi sono uscite numerose gemme, tra cui, solo per parlare al passato prossimo, Train to Busan e I Am a Hero. Due zombie movie, coreano (del Sud) l’uno, giapponese l’altro, capaci di guardare al rispettivo sociale parlando alla pancia degli spettatori.

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Koch Media Homevideo, novembre 2016


Frank è disturbato. Mental desorder. Vive dietro un mascherone, ha il certificato della ASL inglese che lo autorizza a indossarlo sempre. Ha carisma e genio, suona con un gruppo di musica disturbata, i Soronprfbs, punkelettrorock. C’è Michael Fassbender dietro quella maschera, recita di solo corpo e voce, e guardarlo sentirlo pensarlo è un’esperienza esaltante. Canta davvero e si muove, sembra, omiodio, sembra di sentire Jim Morrison, o forse  Ian Curtis, o forse  Sid Vicious, sembra un mito, uno di quei fottutissimi freak che hanno fatto la storia della musica e del mondo.  Perché la maschera di Frank è uno specchio, gli occhioni e la bocca fissi di stupore restituiscono i fantasmi e i sogni di chi guarda. Capita anche  a Jon, musicista sognatore (young wannabe musician) della suburbia inglese, scelto per caso (o per contrappasso) dai Soronprfbs. Insieme vivranno lunghi mesi a Vetno, nowhere in Irlanda, nell’attesa dell’ispirazione per un nuovo album, e la sua vita cambierà per sempre.

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Grazie alla benemerita Koch Media, Frank arriva nelle nostre case: la versione bluray è arricchita da interviste e un making of.

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Animali Notturni: dikotomiko intervista Tom Ford


“Nocturnal Animals è un racconto pedagogico, un ammonimento sulle conseguenze dei compromessi che si accettano nella vita, sulle conseguenze delle nostre scelte e delle nostre decisioni. In una cultura sempre più usa e getta in cui tutto, compresi i rapporti umani, può essere così facilmente gettato via, questa è una storia di lealtà, dedizione e di amore. Si tratta di una storia sull’isolamento che sentiamo tutti, e sull’importanza di valorizzare le connessioni personali, le relazioni che ci sostengono. Nocturnal Animals costruisce ponti tra i personaggi principali, al contempo chiudendo le vie di contatto tra loro.”

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Animali Fantastici e Dove Trovarli. New York is magic.


Quando vado al cinema con D. sono pregno di pazienza, lungimiranza, benevolenza paterna. D. vive l’esuberanza dei suoi 7 anni in modo frenetico, i suoi occhi incamerano schegge di immaginario che si assemblano in modo imprevedibile, una sorta di Tetris in cui non c’è logica, o errore, ma infinite possibilità. Forte anche di alcune necessarie visioni domestiche – Scontro tra Titani, Edward Mani di Forbice, Truman Show, Spartacus -, D. ha superato di slancio la fase Marvel bambocciona, ripudiando presto gli Avengers ed ogni gadget ad essi connesso. Ha al contempo maturato una certa insofferenza per l’ipertrofia da Star Wars, sviluppando pure una pregiudiziale laica per il cinema di animazione dominante: ha visto Zootropolis di recente, o Pets – Vita da Animali, o Alla Ricerca di Dory, poi li ha espulsi attraverso la sua memoria volatile. Questa volta però è diverso, abbiamo visto un film che lo ha toccato, che lo accompagnerà – anche suo malgrado, considerate le leggi del franchise – verso l’esplosione dell’adolescenza. Animali Fantastici e Come Trovarli, di David Yates.

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La Notte Del Giudizio: Election Year. In Bluray


James DeMonaco ci ha purgato ancora. Dopo La notte del giudizio e Anarchia – La notte del giudizio ecco La notte del giudizio – Election Year, terzo capitolo del franchise The Purge, da lui scritto e diretto: stavolta il prodigale Jason Blum non ha badato a spese, elevando il budget di produzione a 10 milioni di dollari, quasi una follia per la sua Blumhouse, e il box office Usa ha risposto ovviamente alla grande anche se non alla grandissima, sfiorando gli 80 milioni, in linea con gli incassi del secondo film.

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The Assassin, di Hou Hsiao-Hsien


Nie Yinniang è una killer letale, addestrata da una suora ad eliminare funzionari corrotti. Quando esita ad uccidere un padre di fronte ai suoi figli – comportamento gravissimo per un’assassina – le viene ordinato di ammazzare suo cugino, il governatore dissidente di una provincia dell’impero, al quale Nie Yinniang è molto legata.

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