Khmer Rossi al #Bifest!


Con il potere in mano ai Khmer Rossi, François Bizot è stato l’unico occidentale sopravvissuto alla detenzione in Cambogia. Etnologo, fu catturato nel 1971 mentre lavorava al restauro dei templi di Angkor, accusato di essere una spia della CIA e tenuto prigioniero nel bel mezzo della giungla, in un campo gestito dal giovane compagno Duch. Più di trent’anni dopo ha pubblicato due libri che raccontano la sua storia, una storia di dilemmi morali e catastrofi umane e politiche. Régis Wargnier ne ha tratto un film: Les temps des aveux, il tempo delle confessioni (The Gate è il titolo internazionale). Durante la presentazione al Bifest, sul palco del Petruzzelli, Wargnier (regista dell’Oscar-winning Indocina) ci ha raccontato che avrebbe voluto girarlo già anni addietro, ma Bizot si era sempre opposto per la natura intima e dolorosa delle sue memorie. Poi però è successo qualcosa che ha fatto cambiare idea a Bizot, e il cancello si è potuto aprire. Quel qualcosa è anche l’epilogo del suo film, beffardo e agghiacciante come un sorriso gentile sul volto di un pluriassassino.

gate

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