The Wolf. Of. Wall Street.


Parte 3: Hello Darkness, my old friend

The Wolf of Wall Street

Martin Scorsese

2013.

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Chè uno degli archetipi è il buddy movie, la storia con 2 protagonisti, siano essi amici, o fratelli, o tanto nemici da diventare amici, o padre e figlio modernamente intesi. Il buddy movie è universale e travalica i generi, noir,  commedia, western, indie.

Buddies, comunque maschi.

Così, per esemplificare, a braccio cito: Johnny Utah e Bodhi, Trinità e Bambino, Stanlio e Olio, Saetta e Cricchetto, Django e Schultz, Bruno Cortona e Roberto Mariani, Joe e Jerry, Bob e Wilbur, Tango e Cash.

La sottotraccia di ogni buddy movie è un sospetto, il Sospetto, di omosessualità, che il Maestro Billy Wilder, preoccupato fosse troppo sottotraccia per lo spettatore medio, ammesso che esista (lo spettatore medio), ha esplicitato nella più celebre delle battute: “beh, nessuno è perfetto!”, e così sia.

Lo stesso non si può dire delle coppie al femminile: il mito fulgido di Thelma e Louise dimostra quanto sia eccezionale e irripetibile una pink buddy story (Frances Ha, una minimal pink buddy ? Naaa, è robetta). Ne ignoro l’arcana ragione, credo possa riguardare l’alterità dell’archetipo Donna, Madre o Amante piuttosto che Sorella o Amica.

La chiave del buddy è la passione, svuotata dell’eros: è l’interesse comune. Se questa passione è la droga, siamo nel territorio del Drug Buddy Movie, siamo dentro The Wolf of Wall Street.

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Il Lupo è Leo, in assoluto. Ma lo è grazie a Jonah Hill, il nuovo John Goodman, cui Scorsese assegna il ruolo più difficile, conferire grandezza universale ad un personaggio che troppe volte è rimasto incastrato nelle pieghe del genere, senza che ne fosse riconosciuta l’essenzialità.

Scorsese, a conti fatti, ha autorializzato la nuova commedia americana, il bromance che ha in Judd Apatow il suo regista di riferimento ed in attori quali Michael Cera i massimi interpreti. Sdoganato a più riprese da Quentin Tarantino, il bromance sembrava condannato ad un grande successo negli Usa, ma a risultati ben più modesti worldwide, troppo geek, si diceva, troppo nerd, prima o poi finirà. Con Jonah, il bromance ha fatto il botto.

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30 anni, figlio di una costumista e del Tour Accountant dei Guns n’Roses, Jonah è tanto pacioccone quanto disturbato: il suo sorriso, all’apparenza bonario, è il ghigno di Lucignolo, il suo sguardo glauco è un invito al sadismo. Con Jonah al fianco tutto diventa possibile, mettere un petardo nella bocca di una lucertola e farla esplodere, fare gavettoni dal balcone sulle anziane che portano la spesa, cacare nella borsa di un’amica.

Fumare crack nel retro di un pub.

Stonarsi di Lude.

Distruggersi di cocaina.

Sfiancarsi in maratone di sesso con vagonate di prostitute.

Se Mark Hanna insegna al Lupo l’abc di Wall Street, Donnie Azoff (Jonah) è il compagno che lo svezza. Non è l’Aiutante, non il Servitore, è l’avido supremo, il simbionte, è Venom (che difatti ha un sorriso assai simile), vive della forza di Jordan per sovradimensionarsi, gli insegna le vie della droga in cambio della ricchezza. La sua grandezza, al pari della sua mole, cresce di minuto in minuto, proiettando un’ombra diabolica su tutto e tutti, fino all’epilogo – ATTENZIONE, SPOILER !!!quando Lucignolo diventerà Giuda – FINE SPOILER !!!

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Nella discesa agli Inferi, Donnie tocca vette assolute, che posso, devo ricordare:

–          Una masturbazione in pubblico, da applausi;

–          Un pesce mangiato vivo, da denuncia;

–          Un auto-soffocamento con salsiccia, da paura.

Di questi zenit, in particolare del pasto ittico, giova ricordare che l’attore Jonah ha preteso che l’orrido pasto avvenisse realmente, e, lo dico con il dovuto disgusto, non avrebbe potuto essere altrimenti, perché ogni alchimia funziona con ingredienti reali, e anche l’attrazione/repulsione verso Donnie deve essere reale. Come l’Inferno.

Where are the ludes?

They’re in my ass, don’t worry about it.

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2 pensieri su “The Wolf. Of. Wall Street.

    • Grazie Cannibal,
      in realtà, ad una seconda e terza visione, con l’impatto tossico-emotivo-empatico sotto controllo, si apprezza la presenza di Scorsese e fluiscono le considerazioni più cinefile …

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